1 Luglio 2022

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SIRIA, al Krak dei Cavalieri sulle orme dei crociati

Turismo Solidale Siria, agosto 2019

KRAK DEI CAVALIERI – Con il progetto “Turismo Solidale” in Siria della onlus Solid, abbiamo visitato il Krak dei Cavalieri, maestosa fortificazione dell’epoca dei crociati, costruita 1000 anni fa per essere un importantissimo avamposto militare in Medioriente.

Descritto da Lawrence d’Arabia come «il più bel castello del mondo», il Krak dei Cavalieri è considerato la regina delle fortezze d’Oriente che dalla Siria occidentale domina e protegge la piana di Homs, controllando la strada che porta al Mare Mediterraneo.

Edificato nel XI secolo dai Curdi, Krak dei Cavalieri trae il proprio nome da questo periodo, con la parola “krak” che discende da “cratum”, termine utilizzato dai Crociati per significare “la fortezza dei Curdi”.

I crociati assaltano il Krak nel 1099 e poi di nuovo nel 1110, nella prima crociata, con la partecipazione del normanno Boemondo I d’Antiochia (Principe di Taranto) e suo nipote Tancredi d’Altavilla, il borgognone Goffredo di Buglione della Bassa Lorena e Baldovino di Boulogne suo fratello, il provenzale Raimondo di Saint-Gilles, conte di Tolosa. Essi partirono dall’Europa nell’agosto del 1096 e raggiungono Costantinopoli via terra alla fine dello stesso anno. Nel 1097 i crociati conquistano Edessa (Baldovino di Boulogne), poi Antiochia (Boemondo), fino alla presa finale di Gerusalemme il 15 luglio 1099.

Imponenti ampliamenti e costruzioni attuate nel corso degli anni dall’ordine degli Ospedalieri, Cavalieri di Rodi e Malta, con grandi opere di architettura tra la galleria in stile gotico e gli affreschi della cappella, a tratti ancora visibili, rendono ancora oggi il Krak una fortezza maestosa come poche al mondo.

Acquistato dai francesi a cavallo della Grande Guerra per studi archeologici, verrà poi abbandonato nella seconda guerra mondiale per essere restituito alla Siria nel 1949.

Il Krak dei Cavalieri continua a suscitare l’interesse degli archeologi di tutto il mondo ed è tuttora patrimonio mondiale dell’Unesco (dal 2006) ma, dall’inizio della guerra in Siria nel 2013, nonostante questa fortezza risulta tra i cinquanta beni a rischio, sono stati pressappoco inesistenti gli sforzi dell’Unesco e, la sua conservazione e restauro, è oggi una sfida e un impegno unicamente per il governo di Bashar Al Assad e poche associazioni occidentali.

Nonostante sia stato occupato dai terroristi che ne hanno devastato parti importanti, profanando tombe e depredando opere, questo mitico castello è stato riconsegnato alla civiltà ed è ancora visitabile, grazie alla sua liberazione da parte dell’esercito siriano a cui va la nostra gratitudine.

Andrea Bonazza 

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