7 Maggio 2021

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Con ‘Cibo’ la sinistra indottrina studenti pagata da Comune di Bolzano

L’indottrinamento politico torna prepotentemente nelle scuole e lo fa nella maniera più subdola; sfruttando i giovani per una sorta di flash-mob antifascista di massa, rievocando fantasmi del passato, e attingendo dal tesoretto di 100mila euro di fondi pubblici che l’amministrazione comunale riserva ogni anno al Centro per la Pace; associazione fiore all’occhiello del sindaco Renzo Caramaschi, totalmente gestita dai cattocomunisti della Caritas e, nello specifico, nella persona di Paolo Valenti. Direttore della stessa Caritas, Diocesi bolzanina.

Nel corso dell’evento scolastico organizzato da questa associazione comunale, sono stati distribuiti a scuola decine, se non centinaia di adesivi recanti la scritta “caccapound” all’interno dell’ormai famoso, bistrattato e censurato simbolo dell’associazione CasaPound che a Bolzano esprime tre consiglieri comunali.  “Cibo”, questo il nome d’arte di Pier Paolo Spinazzè, il kompagno graffittaro veronese che gira l’Italia a spese dei contribuenti per insegnare ai ragazzi come ricoprire simboli e scritte, ma soltanto quelle di destra, ovviamente. Nessun problema invece per le varie scritte “fasci appesi”, “Salvini muori”, “Bonazza crepa”, etc, etc, etc..

Addirittura, questo “artista” di strada a cui tanto piacciono le banane e i finocchi, ha fatto togliere ad una studentessa bolzanina un adesivo anonimo con la dicitura “Parlateci di Bibbiano”, immortalata con tanto di foto sul quotidiano Alto Adige. 
Non identificabile politicamente, “Parlateci di Bibbiano”, questo slogan senza simboli, è volto a chiedere giustizia per gli affidi illeciti e le violenze subite dai bambini e dalle loro rispettive famiglie all’interno dell’inchiesta “Angeli e Demoni” che ha smascherato gli orchi del centrosinistra emiliano, compreso il sindaco PD che in queste ore corre ai ripari segnalando e denunciando i suoi accusatori per diffamazione mezzo stampa o Facebook.

La cosa grave però, è che per venire a indottrinare i nostri studenti e insegnar loro a inzozzare i muri della città, questo ebete improvvisato “artista” è pagato dal Comune di Bolzano. Pagato dai cittadini per fare politica nelle scuole e scarabbocchiare sui muri della collettività in nome di una rossa appassita ideologia verdurara.

Tutto ciò lo dobbiamo ancora una volta al Centro per la Pace, l’associazione del sindaco contro la quale mi scaglio abitualmente proponendone la chiusura dall’inizio della mia legislatura. Si, perché il Centro per la Pace, lo dico da anni, è il giocattolino della sinistra che costa ai contribuenti oltre 100mila euro all’anno per iniziative di puro stampo politico.

A riguardo oggi ho scritto l’ennesima interpellanza inditizzata al sindaco e, con i nostri legali, stiamo vagliando la possibilità di fare un esposto in Procura e una segnalazione alla Corte dei Conti. Non mollerò di certo la presa finché il Centro per la Pace non verrà chiuso insieme ai rubinetti d’oro che innaffiano di soldi questi infami antifascisti mascherati da angioletti pacifisti.

Andrea Bonazza