6 Luglio 2022

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SIRIA-Aleppo, riapre il Souq della città che resiste da 5000 anni

Turismo Solidale in Siria, agosto 2019

FINESTRA SULLA GUERRA DA ALEPPO LIBERATA 

Sono state poche le ore di sonno dopo una suggestiva nottata a fumare narghilé, ascoltando i tonfi sordi dei mortai. Per tutta la notte, il cielo della periferia nord-ovest di Aleppo è stato illuminato dai missili siriani, esplosi contro le postazioni dei terroristi nella vicinissima Idlib, provincia confinante ancora occupata dai miliziani anti-Assad. Con i volontari di Solid onlus e i turisti italiani aderenti al progetto “Turismo Solidale”, oggi iniziamo la nostra visita in una delle città più antiche del mondo, abitata ininterrottamente fin dai più antichi tempi amorrei, oltre cinquemila anni fa.

Chiamata la capitale del nord, con i suoi 2milioni di abitanti scesi drasticamente di numero con lo scoppio della guerra, la multietnica Aleppo tra le sue mura protegge arabi, armeni, curdi, turchi e circassi che vivono in pace tra loro. Una pace laica in cui, come in tutta la Siria, sotto le insegne dello Stato pregavano indisturbate decine di fedi religiose, ognuna con il proprio tempo e il proprio tempio.
Anche se a maggioranza musulmana sunnita e con migliaia di drusi, alawiti, sufi e ismailiti, dopo Beirut e Il Cairo, Aleppo è la terza maggiore città cristiana nel mondo arabo, con dieci diverse confessioni che insieme, prima del conflitto, raccoglievano 300mila cristiani.
In questa guerra, dalle belle e antiche chiese armene, melchite, greco-ortodosse o siro-cattoliche, fino alle grandi e affascinanti moschee dei culti islamici, il fuoco demoniaco e iconoclasta del terrorismo non ha risparmiato nessun credo religioso. L’esempio più forte è sicuramente la Moschea Grande di Omayyadi, risalente al XIsecolo, al cui interno vi erano le spoglie del padre di S.Giovanni Battista, Zaccaria. Nulla rimane del suo imponente minareto, straordinaria opera del 1090 poi distrutta ad aprile 2013, durante l’occupazione dei fondamentalisti nei quartieri di Al-Jalloum e di Al-Madina Souq. L’occupazione del Fronte Al Nusra iniziata nel 2012, che ha dominato sulla quasi totalità della città, è cessata all’antivigilia di Natale 2016, dopo immani sforzi dell’esercito governativo che per lungo tempo è rimasto isolato nei quartieri occidentali, con le vie di rifornimento terrestre tagliate dalla scimitarra dei terroristi.

Respirando polvere e spezie nel Souq di Al-Madina 

Passeggiando tra stretti vicoli e millenari archi orientali, le autorità locali ci guidano attraverso il Souk di Al-Madina, mercato storico coperto più grande del mondo che si estende per più di 12km all’interno della vecchia cinta muraria di Aleppo. Classificato patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1986, durante le battaglie di Aleppo, di gran parte del souq sono rimaste macerie. Quasi settecento piccole botteghe famose in tutto il mondo per le particolari sete, spezie, saponi e gioielli, sono andate in fumo sotto i colpi ciechi di Al Nusra, con i suoi terroristi importati da decine di paesi diversi. Una legione straniera di barbari dalle lunghe barbe, che calarono il buio sulla Siria piantando i drappi neri del Dio più feroce, sulle rovine di una civiltà millenaria col culto del Sole.

Oggi, dopo 8anni di guerra, finalmente lo storico Souq di Aleppo torna a rivivere con la sua città riaprendo le porte alla sua gente. Tra la polvere e le macerie bruciate, le ospitali autorità cittadine insieme agli operatori di un emittente locale, ci hanno accompagnato in una zona-cantiere con una moltitudine di giovani e anziani al lavoro, impegnati nel restituire alla loro Siria ciò che il peggior nemico sembrava averle tolto; la speranza di continuare a respirare i profumi e le tradizioni di questa terra martoriata.

Andrea Bonazza