6 Luglio 2022

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SIRIA-Aleppo 2, la Cittadella di millenarie battaglie

TURISMO SOLIDALE IN SIRIA, AGOSTO 2019

Passeggiando tra la storia nella Cittadella di Aleppo 

Aspettando il taglio del nastro inaugurale del Souq rinato, nelle settimane precedenti la nostra permanenza anche la storica Cittadella di Aleppo, meraviglia architettonica del mondo arabo, dopo 6 anni di guerra e devastazione ha finalmente riaperto le antiche porte al suo popolo e a noi italiani giunti eccezionalmente in Siria grazie a Solid.

La Cittadella, fortificazione per 1/3 artificiale che sovrasta la città da una collina per 2/3 naturale, nei millenni ha seguito la storia di Aleppo e delle sue dominazioni. In essa furono rinvenuti i ruderi di un tempio pagano ittita ma anche cisterne di epoca romana e bizantina. Testimonianze vorrebbero due chiese romane sotto le moschee all’interno delle mura. Per quanto concerne invece la fortezza vera e propria, la struttura presenta un’architettura militare araba del XIII e XIV secolo che avrebbe dovuto renderla inespugnabile dagli assalitori. Ma così non fu. Mentre gli arabi se ne impadronirono con un sotterfugio, durante la prima invasione mongola nel 1260, i difensori della Cittadella si arresero per aver in cambio salva la vita. Ma il capo mongolo Hulagu, nipote di Gengis Khan, una volta varcato il maestoso portone, massacrò gli occupanti distruggendo la città. La Cittadella subì anche due terribili terremoti, nel 1139 e nel 1157, per poi essere ricostruita da Nur Eddin e, successivamente, da Al-Zaher Ghazi, figlio di Saladino, che aggiuse un grande fossato a circondarne il basamento, lastricando di liscia pietra l’intero spalto collinare in modo da renderne impossibile l’ascesa.

Dopo le invasioni e i tentativi di conquista crociati respinti dai mamelucchi, i sisma e le violente occupazioni del passato, dallo scoppio di questa guerra moderna che ha riportato morte e distruzione in Siria, Aleppo e la sua storica Cittadella hanno conosciuto l’odio dei gruppi fondamentalisti più spietati che, oltre a massacrare la popolazione civile, hanno inflitto una ferita profonda al cuore della Cultura siriana, che difficilmente si rimarginerà.

Accolti da una gigantografia di Bashar Al-Assad contornata da bandiere siriane, la visita della Cittadella lascia a bocca aperta la comitiva partita da Roma. Un altare in onore di S.Giorgio apre il lungo e alto corridoio che tra leoni hittiti di basalto e draghi avvinghiati a guardia di torrioni e camminamenti, si snoda nella prima sezione della fortezza, da dove possiamo poi accedere alla labirintica acropoli amorrea. Con la simpatica guida Salwa che ci accompagna dall’inizio di questo emozionante viaggio, passeggiamo tra le saune arabe ottimamente conservate e trasformate in camerate dai terroristi, e le rovine dell’antica moschea devastata e depredata da un ISIS in collera addirittura con la sua stessa religione. Seguendo il percorso in alto, tra cedri e palme ancora brucciacchiate dai razzi, passiamo dinnanzi alla cella del tempio pagano dedicato al Dio della Tempesta Hadad, presumibilmente risalente a cinquemila anni fa, nell’età del Bronzo, in parte resistito alle violenze assiro-babilonesi, cristiane, musulmane, mongole e degli iconoclasti moderni guidati da Al Quaeda.

Varcando la porta solare del Palazzo Reale si apre dinnanzi a noi lo splendore della grande Sala del Trono, con le sue meravigliose decorazioni policrome e gli arredi aleppini e damasceni che ornano l’alto soffitto. Dai grandi lampadari a caduta curati nel minimo e invisibile particolare, i nostri sguardi si perdono nelle antiche arti orientali raccontate negli ornamenti che hanno conservato il loro fascino immutato nel tempo. Abbagliati dai raggi di sole, filtrati alle spalle di un trono che non rivelerà il volto mortale del suo re-divino, ascoltiamo le epiche storie di un mondo che ha rischiato essere perduto per sempre.

Percorrendo le strade che qui portarono in trionfo Alessandro Magno nel 333a.C e che Pompeo annesse alla Repubblica Romana nel 64, giungiamo al bellissimo teatro romano fatto erigere dall’imperatore Giustiniano dopo che, nel 540, il re sasanide Cosroe I distrusse la città fino a quel momento bizantina. Da qui, punto più alto dell’intera Cittadella, si gode di un impagabile panorama su tutta Aleppo; tra minareti e campanili slanciati sopra i grandi palazzi sventrati dai missili, e decine di gru, al lavoro per una ricostruzione che ancora convive con il fumo dell’artiglieria a ovest, che ci fa comprendere le due facce di una guerra ancora in corso. La lunga guerra dei soldati, guidati dai Martiri per difendere e liberare la Siria dai suoi nemici, e quella condotta quotidianamente dal popolo per ricostruire, ricominciare e riportare questa terra al suo immemoriale splendore culturale.

Andrea Bonazza