5 Luglio 2022

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Mammaliturchi! Cortocircuito di sinistra e media su Siria e curdi

Secondo i soliti giornalisti nostrani, quelli con la Repubblica e la verità assoluta sempre in tasca, nonostante il mondo intero gridi “mammaliturchi”, alla fine riescono sempre ad addossare la colpa alla Siria; con “il cattivo” Bashar al-Assad che starebbe invadendo il suo stesso territorio siriano(!), occupato per quasi un terzo dalle milizie della minoranza curda che rappresenta solo il 5% della popolazione siriana.

Casca il mondo però quando i paladini della pace a stelle e strisce, dopo aver finanziato e armato la primavera araba (anti)siriana e il fronte anti-Assad dal 2011, dopo aver sostenuto turchi e sauditi pattugliando insieme la provincia di Idlib e tutto il confine a nord di Aleppo e a sud di Ankara, come i cowboy più scadenti escono di scena.

Il Portavoce del Pentagono ha dichiarato ieri che Washington ha solo allontanato le sue forze dal percorso delle operazioni militari turche nel nord della Siria. In chiaro accordo con l’esercito turco.
Oggi gli USA se ne vanno millantando vittorie contro il terrorismo internazionale ma che appartengono ad altri (siriani, Hezbollah, russi e iraniani) e consegnando, senza più freni, il campo libero a chi in questi 8 anni ha portato caos e barbarie in una terra civile e ordinata da millenni, trasformando la Siria in un gigantesco campo di battaglia per mercenari col vizio della Guerra Santa, importati da 80 diversi paesi del mondo.

Ma attenzione; perché stiamo parlando degli stessi ribelli, “moderati” ma armati(!), osannati fin qui in Tv e sui giornali.
Parliamo dei soldati eversivi dell’Esercito “Libero” Siriano e dei terroristi di al-Qaeda, al-Nusra e ciò che rimane dell’ISIS.
Parliamo di coloro che, ad ascoltare i media occidentali, insieme al YPG curdo lottavano per pace, libertà e democrazia. Ma ancora una volta la realtà si scontra contro il muro delle famose fakenews cresciute sui banchi delle Nazioni Unite e delle maggiori testate giornalistiche europee, un tempo indiscutibili ma oggi sempre più deboli nella loro veridicità.

La stampa progressista e la sinistra occidentale deve avere un bel cortocircuito in queste ore in cui, i loro eroi curdi paragonati costantemente ai partigiani italiani (a differenza loro i curdi la guerra la combattono davvero), sotto l’attacco incrociato di terroristi, ribelli e turchi, adesso vengono difesi nientepopodimeno che dall’odiato dittatore “fascista” Bashar al-Assad. Già nel corso della nostra ultima missione con Solid onlus, ad Aleppo ambienti governativi mormoravano di una tregua tra Assad e YPG in chiave anti-ribelli, che avrebbe potuto portare ad un accordo per l’indipendenza del “popolo senza patria” nella regione all’estremo nord-est, storicamente curdo.

Il Vice Ministro degli Esteri siriano, Al Muqdad, ha dichiarato che in caso di invasione turca Damasco difenderà tutto il territorio siriano. “Non accetteremo mai nessuna occupazione della nostra terra. Ai nostri cittadini diciamo di non fidarsi degli Usa in quanto rivendono da sempre i loro burattini”.

Questa situazione geopolitica è molto chiara per movimenti come CasaPound o testate sovraniste come il Primato Nazionale, che hanno sempre seguito, anche sul campo, l’evolversi della questione bellica siriana senza paraocchi e con la bussola bene orientata.
Ma lontano dal fronte pro-Assad, in queste ore sembra esserci una gran difficoltà a comprendere e riconoscere il madornale errore di aver sostenuto terrorismo islamista, yankees e Nato, unicamente per una simpatia ideologica maturata per le stelle rosse dei Peshmerga curdi e un odio anti-regime, nostalgico della pseudo resistenza di casa nostra.

Proprio come fecero i partigiani italiani nella seconda guerra mondiale sostenendo l’invasore americano, i complici vari della sinistra europea in questi anni hanno spalancato le porte di Siria porgendo il benvenuto a potenze straniere e al terrorismo della peggior specie. In molte occasioni infatti, le ONG nostrane a braccetto con ONU e UNHCR hanno passato video, foto e informazioni militari al fronte dei ribelli, causando inevitabilmente gravi perdite di vite e territori all’Esercito Nazionale Siriano impegnato in difesa della propria patria.

Ormai è noto anche ai più restii ad ammetterlo, che le milizie curde separatiste sono state usate da Washington con le classiche promesse d’indipendenza, per divedere la Siria, separare il territorio siro-iracheno, creare un zona fuori controllo e stabilire basi americane in contrapposizione a quelle russe. È fondamentalmente il proseguire di una Guerra Fredda tra USA e Russia che continua sotto altri nomi e interessi e che, già nel 1971 e in seguito a un accordo tra Mosca e Damasco, portò i sovietici a stabilirsi a Tartus, importantissimo porto siriano, con l’unica base navale russa nel Mare Mediterraneo in funzione ancora e soprattutto adesso.

Nella giornata di ieri sono state diverse le vittime civili tra le comunità siriane, curde, assire e arabe, cristiane o musulmane, nel bombardamento del regime turco nella città di Qamishli, nel nord-est della Siria. Ricordo che la Turchia fa ufficialmente parte della Nato ed è alleata degli Stati Uniti e della stessa Unione Europea che in queste ore accenna solamente una flebile protesta per l’attacco di Erdogan.

È una Terza Guerra Mondiale quella che si sta consumando in Siria da più di 8 anni.
Una guerra in cui in difesa della sovranità nazionale della Siria combattono siriani, libanesi, iraniani e russi, supportati politicamente o economicamente da Iraq, Cina, Venezuela, Bielorussia e Corea del Nord.
Sul fronte anti-Assad invece, escludendo i traditi curdi e, momentaneamente, gli States, troviamo ancora Turchia, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Francia, Inghilterra e Giordania, schierati più o meno ufficialmente con le formazioni jihadiste, importate da tutto il mondo, di Tahrir al-Sham, Jabat al-Nusra, Al Quaida, Jaysh al-Islām e quello Stato Islamico (ISIS) agli sgoccioli ma ancora strenuamente sostenuto dai sauditi alleati e coccolati dallo Zio Sam.

Me ne sono reso conto sul campo, in quel deserto verde tra il Mediterraneo e l’Eufrate, parlando con i soldati ai checkpoint o con le persone in strada; in Siria non vi è nessuna guerra tribale o civile, i siriani coinvolti nel fronte anti-Assad rasentano il 3% dei miliziani.
In Siria si combatte piuttosto una battaglia epocale, non solo tra laicità e fondamentalismo religioso, ma tra un fronte, quello sovranista, quella della più antica Civiltà indoeuropea, contro il caos voluto dai grandi globalizzatori capitalisti.
Non è una guerra a noi lontana e non mi riferisco certo a un fattore geografico… le conseguenze del conflitto bellico siriano entrano sempre più di prepotenza nella nostra vita politica, economica e sociale, con accordi commerciali tra Italia e Siria interrotti dell’embargo USA-UE e un libero circolare di terroristi e criminali mascherati da profughi e accolti sulle nostre coste.
Con buona pace di media, ONG, Vaticano, sinistre e di chi, ancora una volta, stupidamente si offre utile servo del Sistema capital-mondialista.

Andrea Bonazza