6 Luglio 2022

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SIRIA, scoprendo il genocidio assiro

turismo Solidale in Siria, agosto 2019

Nel corso di questo emozionante viaggio in Siria, guidato dalla onlus Solid nell’ambito del progetto Turismo Solidale, durante la nostra permanenza a Damasco, passeggiando per il quartiere cristiano ci siamo imbattuti in un giardino fiorito adornato con le gigantografie dei soldati di Bashar Al Assad, alcune rovine di epoca romana e bizantina, e una targa in arabo dedicata ad una triste storia finora a me semi-sconosciuta.

Ci trovavamo davanti al Giardino dei Martiri del Genocidio Assiro. Poco conosciuto alla storiografia moderna e al sottoscritto che, in un primo momento pensò ai più noti genocidi armeno e greco, questo “Seyfo”, che in assiro significa spada o olocausto, si riferisce agli oltre 300.000 cristiani della Chiesa cattolica sira e caldea, della Chiesa ortodossa siriaca e della Chiesa assira, deportati e uccisi dall’Impero ottomano per ordine del governo dei Giovani Turchi (1915-1916). Le stime di questa barbara persecuzione religiosa trova massacrati non meno di 275.000 cristiani che, secondo alcune fonti, arriverebbero fino a 750.000. È assai difficoltoso però raggiungere delle stime certe sulla quantità di vittime di questa tragedia, anche perché i governi turchi, nonostante alleati della democratica Europa, mai hanno riconosciuto questa buia pagina di storia puntualmente censurata dal forte negazionismo turco che ne ostacola la ricerca.

Gli assiri uccisi erano abitanti originari del territorio compreso tra Siria, Turchia e Iraq, nel cuore della Mesopotamia. I massacri coinvolsero soprattutto l’intera Turchia arrivando a colpire anche la regione persiana di Urmia e la provincia turca di Van, confinante con l’Iran, che ha portato le più attendibili e documentate prove del genocidio fino ai giorni nostri.
Nei mesi di queste orribili persecuzioni, alcune comunità cristiane assire fuggirono a nord, nel Caucaso dominato dall’allora Russia Imperiale. Nonostante sia passato un intero secolo dettato dalla dottrina comunista dell’Unione Sovietica, ancora oggi una comunità assira vive in Georgia, con oltre 7mila cristiani fedeli alla Chiesa cattolica caldea e alla Chiesa assira d’Oriente. Dal 1982, grazie anche slle più morbide politiche della Perestroika, questi cristiani emigrati in URSS poterono finalmente riallacciare i contatti con la chiesa madre in Mesopotamia.

Ad oggi sono moltissimi i cristiani assiri che combattono per Assad nella guerra di liberazione per una Siria senza più terrorismo e fondamentalisti religiosi. E ora che la Turchia ha invaso prepotentemente il suolo siriano, certamente agli assiri prudono le mani desiderosi di vendicarsi contro i carnefici del loro popolo.

Andrea Bonazza