7 Maggio 2021

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Centro Pace ospita Carola Rackete coi soldi dei cittadini

Durante la discussione sul Bilancio 2020 del Comune di Bolzano, pur riconoscendo gli innegabili passi avanti fatti dalla giunta, non ho potuto esimermi dall’affondare una nuovo colpo nelle loro pance fameliche di future poltrone.

Nonostante il gradito taglio di 43mila euro di contributi, da 113mila a 70mila euro, al Centro per la Pace, associazione comunale gestita dalla Caritas, studiando in anteprima il programma ho scoperto anche quest’anno che se sulla carta la situazione cambia, in realtà nulla sembra essere cambiato.

Dopo scrittrici delle Brigate Rosse e islamisti collegati alla rete Jihadista, politici e intellettualoidi di sinistra anche estrema, degli anni scorsi, quest’anno il Centro per la Pace ha la “brillante” idea di invitare con i soldi dei cittadini, oltre ancora a senatrici PD e giornalisti di sinistra, anche l’attivista immigrazionista berlinese Carola Rackete.

La Rackete, per chi se lo fosse scordato, è quella capitana che con la sua navetta carica di immigrati speronò la motovedetta della Guardia di Finanza italiana. Tutt’ora sotto processo contro lo Stato italiano e mitizzata dall’accozzaglia catto-comunista, quale miglior nuovo lido in cui approdare se non la ricca città di Bolzano che elargisce contributi, a pioggia, a sinistra.

Insomma, anche quest’anno, 70mila euro dei cittadini vengono dati dalla sinistra alla sinistra, per indottrinare i cittadini a votare a sinistra.