19 Settembre 2021

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Dalle Foibe a Budapest, dopo le infamate adesso parlo io (video)

Bolzano, 13 febbraio

Dopo il processo mediatico e politico che mi è stato fatto per la sfuriata da me avuta nel corso dell’ultima seduta consiliare, e per la mia partecipazione alle commemorazioni in Ungheria in memoria dei giovani caduti per difendere Budapest dall’invasione comunista, questa sera ho potuto finalmente dire la mia.

Da uomo libero e leale mi sono scusato con il sindaco, ma solo con lui, per i modi, ma solo per i modi, da me avuti nell’ultima seduta quando, in seguito alle risatine di alcuni membri della maggioranza che deridevano l’esule istriano Ivan Benussi, ho attaccato la giunta con toni duri e violenti.

Avrò anche esagerato, è vero. Ma io sono fatto così e non tollero che si manchi di rispetto al ricordo di migliaia di italiani assassinati dai nonni di chi oggi chiede anche la mia testa.

Mi dispiace ma io politicamente corretto non lo sono mai stato, così come, a differenza di molti altri, non sono abituato a far bel viso a un cattivo gioco al quale non intendo giocare se non da ultras.

Nonostante avessi avuto la possibilità di sputtanare mezzo stampa i nomi dei divertiti neo-partigiani, da uomo di strada e d’onore non ho comunque scucito dalla mia bocca nemmeno le iniziali di coloro che hanno mancato di rispetto al consigliere istriano mentre parlava delle foibe e della sua tragedia famigliare.

L’assessore Lorenzini invece, sentendosi chiamata in causa, per difendersi ha spifferato pubblicamente alcuni altri nomi dei suoi amici “sghignazzanti”.

Ancora una volta sono fiero di aver difeso le vittime, gli eroi e i patrioti che sacrificarono la propria vita in nome di una libertà di popolo ben diversa da quella individuale di cui abusano alcuni mentecatti.