18 Gennaio 2022

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Leggendo in tempo di virus: il Divo Claudio, imperatore romano

In questi giorni di domiciliari forzati a causa della pandemia Coronavirus, anziché continuare a rincoglionirci davanti alla TV come prospettava il buon Ray Bradbury nel profetico romanzo Fahrenheit 451, dovremmo tutti riscoprire il piacere della lettura di un bel libro, magari imparando severe lezioni da quelle pagine della nostra storia che ancora oggi potrebbero insegnarci errori e virtù del nostro popolo.

Il Divo Claudio – Robert Graves 

Nel 41 d.C., dopo l’assassinio di Caligola, le guardie imperiali acclamarono imperatore, inaspettatamente, suo zio, il timido, mite, studioso Claudio, repubblicano convinto, che non voleva saperne di regnare, ma il suo appassionato rifiuto non fu preso sul serio ed egli cedette, anzitutto perché sperava di impedire la guerra civile. Il Senato, constatato che il nuovo imperatore aveva l’armata con sé, l’accettò, e Claudio subito si mise al lavoro adoperandosi per conciliare le sue convinzioni politiche col patriottismo pratico. Claudio non si accontentò di riorganizzare le finanze, di rivedere il codice penale, di riformare la religione, di rafforzare le frontiere e di progettare grandi lavori pubblici; procedette perfino alla conquista della Britannia.
Al vertice della sua ascesa e proprio quando stava per restaurare il governo repubblicano, Claudio fu colpito da una grande tragedia. Scoprì che la sua giovane moglie, Messalina, della quale aveva piena fiducia, lo tradiva da anni, non soltanto con vergognosi adulteri, ma anche creandogli la immeritata fama di tiranno capriccioso e sanguinario.
Su false prove da essa fornite egli aveva messo a morte molti innocenti, amici e parenti suoi.
La fece uccidere immediatamente, ma la vergogna lo schiacciava; egli credette in una punizione divina, per aver sacrificato i suoi princìpi accettando la monarchia. Prese una risoluzione perversa. Roma non era ancora degna della libertà: le cose dovevano diventare molto più gravi prima di migliorare. Sposò la propria nipote, Agrippina, la peggiore donna di Roma e adottò come erede suo figlio, il futuro imperatore Nerone, l’ultimo e il più discusso dei Cesari.
Nel 54 d.C. Claudio morì avvelenato da Agrippina; Nerone gli succedette e sapete com’è andata.

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