7 Maggio 2021

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Migrants wait aboard the German humanitarian group's rescue boat Sea Watch 3, off the coast of Syracuse, Italy, Sunday, Jan. 27, 2019. The Italian coast guard is bringing socks, shoes, bread and fruit to 47 migrants who have been stranded at sea for nine days aboard a German ship. (ANSA/AP Photo/Salvatore Cavalli) [CopyrightNotice: Salvatore Cavalli]

34 immigrati morti, ecco il bilancio del ritorno in mare delle ONG

Sono 34 i cadaveri ripescati in mare dalla Marina tunisina a Kraten, al largo delle isole Kerkennah, in seguito al naufragio di un barcone con 53 migranti subsahariani in viaggio verso le coste italiane. La Marina tunisina afferma che il barcone degli immigrati era partito dalle coste nordafricane del Mediterraneo la notte del 5 giugno e, guarda caso, la mattina del 6 giugno la nave ONG tedesca Sea Watch, finanziata dalla Chiesa evangelica germanica, è salpata in pompa magna dal porto di Messina, sotto i riflettori dei maggiori organi di stampa italiani, per soccorrere i nuovi flussi di migranti nel Canale di Sicilia.

Strano vero? Nel giro di poche ore partono due imbarcazioni; una da sud, piena di immigrati inviati dalle organizzazioni criminali nordafricane, e una da nord, la Sea Watch, pronta a raccogliere il “pacco” spedito dagli scafisti. Un film che abbiamo già visto, anche documentato con video e reportage, innumerevoli volte e che, se da un lato sbarca in Italia flotte di clandestini dal passato a noi sconosciuto – con tutte le conseguenze criminali che purtroppo conosciamo – dall’altro provoca un’olocausto di disperati nelle acque del Mediterraneo. Il tremendo risultato della somma di questi due fattori, infatti, questa volta è al momento la strage di 22 donne, 9 uomini e 3 bambini. Morti per quella mania naïf dei nuovi paladini della sinistra di contravvenire alle disposizioni dell’Unione europea e dello Stato italiano che nel Mare Nostrum vieterebbero simili azioni “pirata”, proprio per il grave rischio di incentivare organizzazioni criminali e terroristiche, e, ancor peggio, provocare tragedie che ad oggi hanno raggiunto centinaia di migliaia di vittime.

La sinistra italiana ancora una volta non vorrà sentire ragioni e difenderà ciecamente i figli di papà Soros; i media riporteranno la terribile notizia del naufragio delle nuove vittime immolate sull’altare dell’audience mondialista, colpevolizzando i razzisti europei che ancora non hanno creato ponti e superstrade marittime per favorire l’immigrazione; e i sovranisti di centrodestra, che vorrebbero ergersi a difensori di un Occidente sempre più decadente, continueranno a sbraitare contro l’immigrazione in videodirette dal sapore elettorale, senza porsi il problema di trovare una soluzione radicale che potrebbe azzoppargli il cavallo di battaglia per eccellenza. Ancora una volta tutti soggetti protagonisti di un disgustoso quadretto dipinto con il sangue di troppe vittime sfruttate, strumentalizzate e provocate anche e soprattutto dai nuovi modaioli del “Black Lives Matter”.

Andrea Bonazza