29 Ottobre 2020

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La Tagliata Etrusca e la leggenda della Regina di Ansedonia

Dopo aver esplorato le rovine dell’antica città romana di Cosa, da Porta Marina scendiamo a piedi tra la fitta vegetazione verso il nostro nuovo traguardo: lo Spacco della Regina. Se la prima parte di questo percorso la si affronta nel bosco in cui purtroppo troviamo macerie e ogni genere di immondizia, in seconda battuta entriamo nelle strade e stradine di un ricchissimo rione con case e ville da sogno affacciate sul Mar Tirreno. Meglio che evito di raccontarvi la nostra invidia nel pensare che la maggior parte di queste abitazioni sono seconde case sfruttate unicamente d’estate. Scendendo delle lunghe scalinate che si fiondano a picco in vicoli stretti, dopo 10 minuti / un quarto d’ora al massimo ci troviamo alle spiagge meridionali di Ansedonia chiamate appunto lo Spacco della Regina.


La prima cosa che notiamo sono le enormi rocce levigate a ridosso del mare. È la Tagliata Etrusca che sorge ai piedi del colle di Ansedonia dove, nell’antichità romana, si trovava Portus Cosanus, il piccolo porto di Cosa del quale, oltre alla Tagliata, sono ancora visibili alcune rovine semisommerse dal mare.
Forse già usata più rudemente dagli etruschi ma sicuramente realizzata dai romani, la Tagliata aveva il compito di sfruttare al meglio i flussi delle acque dal porto, in modo da evitarne l’insabbiamento.


A pochi metri dal canale, l’ascesa di una scalinata ci porta sul fianco del promontorio sul mare dove troviamo gli incassi delle paratie con cui i nostri avi aprivano e chiudevano il canale. Anche qui, immersi in un panorama da sogno, è stato tremendo riscontrare quanto poco rispetto l’uomo moderno abbia per i suoi stessi tesori naturali e storici, con bottiglie, mozziconi, plastiche e preservativi depositati in ogni dove.


Sempre adiacente alla Tagliata, sul versante montuoso del canale che perfora la roccia da parte a parte in una galleria subacquea, troviamo anche uno spacco tra le imponenti rocce che apre la via in una grotta alta e molto stretta. Per alcuni è questo lo Spacco della Regina, una fenditura naturale della roccia che in antichità – forse qui sì al tempo degli Etruschi – svolgeva la stessa funzione portuale della Tagliata fin quando una frana la rese inagibile. Probabilmente da quell’evento naturale lo spacco venne poi riutilizzato per la celebrazione di antichi riti religiosi.
Addentrandomi per scoprire chissà quale mistero immaginato dai meandri della mia mente ancora adolescente, trovo solo bottiglie, lattine e fazzoletti sporchi.
L’ingresso si presenta subito stretto e buio ma, dopo pochi passi, la luce che filtra dall’alto tra la vegetazione selvaggia permette di scoprire questo luogo misterioso. Nello spacco si trovano stretti cunicoli che conducono a tre diversi ambienti, in cui sono ancora visibili sulle pareti le scalpellate millenarie di Etruschi o Romani. Giusto qualche minuto per riflettere nel fresco silenzio di questo luogo che a più di qualcuno metterebbe i brividi e torno dalla mia ragazza per leggerne alcune delle numerose leggende che da qui hanno preso origine.


Una vecchia leggenda vuole che qui visse una giovane regina etrusca di nomeAnsedonia, cresciuta dalla sua famiglia lontana dalla “plebe”. Fin da bambina la sua alta posizione sociale le impediva di svagarsi in situazioni “volgari” come giocare e tuffarsi in mare insieme agli altri giovani etruschi. Una volta, in una delle sue rare passeggiate consentite, Ansedonia scoprì una conca naturale tra le rocce a picco sul mare che la meravigliarono per la limpidezza dell’acqua che vi passava, decidendo di farci il bagno abbandonandosi al piacere dell’acqua marina. Da quel momento la regina si innamorò di quel luogo che diventò la meta delle sue passeggiate.
Secondo questa leggenda popolare però, per una donna giovane o anziana, a quei tempi mostrarsi in pubblico a fare il bagno era oggetto di scandalo e le dicerie degli abitanti parlavano di riti malefici compiuti in quel luogo. Da quello spacco sul mare un giorno la regina non tornò più e la popolazione pensò alla trama di oscure forze che la portarono con sé. Gli anziani inoltre, narrano che in quello squarcio tra le rocce Ansedonia abbia nascosto il suo misterioso tesoro e che sia ancora lì, da qualche parte, tra l’acqua e i grossi sassi aspettando il suo ritorno o di essere scoperto da uomini meritevoli.

Andrea Bonazza