7 Maggio 2021

AndreaBonazza.info

Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Continua la censura di Facebook contro CasaPound alle elezioni di Bolzano

Facebook elimina profili dei candidati di CasaPound Bolzano in piena campagna elettorale

Bolzano, 28 agosto – La campagna per le elezioni comunali di Bolzano vede, fin dai primi giorni, penalizzata la compagine di CasaPound sui social network. A darne l’annuncio è lo stesso movimento che in una nota accusa di censura la multinazionale di Mark Zuckerberg, responsabile della chiusura e dell’eliminazione delle pagine politiche e profili personali dei suoi candidati.

Facebook non è nuovo a questo tipo di azioni arbitrarie. Già nel settembre scorso, il colosso dei social chiuse in pochi giorni tutte le pagine e i profili di militanti e simpatizzanti in tutta Italia, senza reali motivazioni. Questo costò alla multinazionale americana ben due sconfitte giudiziarie che la costrinsero a riattivare la sola pagina nazionale di CasaPound.

“Impossibilità di pubblicare il simbolo con la tartaruga frecciata o la semplice scritta ‘CasaPound’ – dichiara il coordinatore regionale di Cpi, Andrea Bonazza – bloccati o eliminati account che pubblicavano l’immagine del sottoscritto, di Simone Di Stefano o del nostro candidato sindaco Maurizio Puglisi Ghizzi. Tutto in piena campagna elettorale, contravvenendo alla Costituzione italiana e alle regole elettorali e di par condicio previste dall’ordinamento democratico”.

In queste ore i legali di CasaPound stanno lavorando affinché Facebook ripristini le pagine e i profili dei candidati, permettendo il regolare svolgimento della campagna elettorale a un soggetto politico che si presenta regolarmente alle elezioni dopo 5 anni di lavoro in consiglio comunale.

“Mentre eravamo già penalizzati dal boicottaggio della stampa locale e nazionale – continua Bonazza – con l’accusa di incitazione all’odio e alla violenza FB ha eliminato post sulla nostra attività consiliare all’interno delle istituzioni, analisi politiche sul prossimo referendum costituzionale e, addirittura, immagini con i nostri militanti accorsi in aiuto nelle zone terremotate o in attività a sostegno dei disabili. Un trattamento censorio degno del peggior regime sovietico riservato unicamente ai soggetti, come CasaPound, scomodi per la sinistra e per pensiero unico globalista”.