28 Novembre 2020

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Avanti ragazzi di Budapest anche sul Carso nella Grande Guerra

Camminando sui monti di San Michele e San Grabriele così come in tutta la zona di SagradoCastelnuovoSan Martino del Carso, in Friuli Venezia Giulia, capita di imbattersi in cippi commemorativi incisi in lingua magiara. Sono i monumenti in onore del 4° Rgt. Fantetia “Nagyvarad” Honved del Regio Esercito Ungherese che arrivò sul Lago di Doberdò nell’estate del 1915. Passeggiando tra queste trincee e pallide rocce, tra il rosso del terreno e quello delle foglie autunnali, pensando a questi ragazzi qui giunti dall’Ungheria, dentro me canticchio involontariamente una cara canzone di lotta di un cantautore che l’élite culturale italiana ha sempre tenuto nascosto: Francesco Pingitore. Anche se nulla c’entra in questo contesto, la bella “Avanti Ragazzi di Buda” con la sua melodia tipica dell’Est Europa ha sempre il suo grande fascino e, oggi che è anche l’anniversario della rivolta ungherese del 1956, intendo dedicarla come fosse una preghiera anche a questi soldati caduti un secolo fa.

Fino al 1916, per tutto il primo anno di guerra sul fronte orientale italiano, questi giovani ungheresi si batterono eroicamente contro i nostri soldati. Il 6 agosto del 1916, nella sesta Battaglia dell’Isonzo, il comandante del reggimento di tremila magiari, il colonnello Karoly Kratochwill per 4 giorni resistette agli incessanti attacchi dell’artiglieria e fanteria italiana finchè, il 10 Agosto, gli ultimi 200 soldati sopravvissuti iniziarono a ritirarsi. A guerra conclusa e a distanza di diversi anni, i reduci memori di queste cruente battaglie tornarono su questi monti per erigere un monumento in cui i famigliari dei caduti potessero recarsi in pellegrinaggio e comprendere il sacrificio sovrumano di questi ragazzi. Questi monumenti edificati con le pietre carsiche tra loro cementate, con gli anni si degradarono ma, grazie allo sforzo volontario degli alpini italiani, vennero ristrutturati con cura e rispetto, permettendo ancora oggi a familiari e patrioti ungheresi di recarsi in questi luoghi sacri alle divinità guerriere.

Dalle memorie del Colonello Kratochwill:

Viandante se un giorno passerai per quei luoghi bagnati dal sangue che a noi sopravvissuti sono molto cari, troverai sull’erta meridionale del Monte San Gabriele, nei pressi di San Martino del Carso, sul punto di altitudine 124 un monumento che riporta la scritta: “A ricordo degli eroici caduti e delle gloriose battaglie del IV° Reggimento Fanteria Nagyvarad del Regio Esercito Ungherese, fermati un momento, togliti il cappello e recita una prece per tutti coloro che combatterono fedeli alla Patria fino all’ultimo sacrificio”.

Anche il Duca d’Aosta Emanuele Filiberto volle ricordare l’eroismo dei soldati ungheresi con una Lapide posta sulla cima del Monte San Michele, la cui frase scolpita è stata da Lui dettata.