28 Novembre 2020

AndreaBonazza.info

Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Sul Monte Bianco che ci appartiene e che difenderemo sempre

Essere sul Monte Bianco ha per me un fortissimo valore simbolico già di per sé, agggiungiamoci poi il fatto di fare questa salita in cordata con molti ragazzi di CasaPound, giunti qui da varie località del nord Italia, e la cartolina di oggi che vi spedisco dal Monte Bianco è ancora più carica di straordinarie emozioni coltivate lungo l’ascesa. Ma il motivo di tutto questo, il traguardo finale di questa per noi storica scalata, è l’essenza stessa di ogni nostra idea, di ogni nostra lotta, del nostro modo di essere vascello ribelle che naviga ben orientato nonostante i venti avversi. Il Monte Bianco è la montagna più alta d’Europa, con la sua cima maggiore che tocca i cinquemila metri sopra il livello del mare; 4.808 mslm per l’appunto. Questo gigante di roccia e ghiaccio però, da millenni rappresenta il confine naturale tra i popoli italici e la Gallia, tra Italia e Francia. Ed è proprio notizia di questi ultimi giorni che la Francia di Macron, con un silenzioso colpo di mano e nel più completo disinteresse del nostro governo, impegnato a serrare le attività commerciali in una assurda prima fase di chiusura nazionale per il Covid19, ha letteralmente scippato all’Italia alcuni chilometri di confine sul ghiacciaio più alto d’Europa. Siamo in Valle d’Aosta oggi. Una valle da sempre contesa e difesa. La storica Augusta Peaetoria che i romani sancirono seconda capitale dell’Impero per il suo ruolo di avamposto strategico e militare contro le invasioni dei Galli e per le campagne di occupazione delle terre d’oltralpe. Siamo in quella Valle d’Aosta che, come l’Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia, parla più lingue e convive, nonostante le precedenti guerre, serenamente o quasi, con le diverse etnie che la compongono. Dall’inizio del terzo millennio sentiamo parlare in continuazione di memoria condivisa tra i popoli d’Europa; cosa assolutamente giusta, ci mancherebbe! Ma vi sono luoghi e situazioni, che per chi come me abita in zone di confine, nelle quali questa “memoria condivisa” implica la sola accettazione da parte italiana delle scorrettezze e delle prepotenze straniere. E questo, per gente come noi che crede ancora nella Patria e nel sacrificio dei nostri Padri che quel limes tracciarono col sangue, è totalmente inaccettabile. Saliamo sul Monte Bianco allora! Invadiamo con le nostre bandiere anche quel pezzo di territorio francese ghiacciato all’ombra dei 4.014mslm del Dente del Gigante, che dal 1945 i vincitori stabilirono che più non ci apparteneva. In fila indiana facciamo sprofondare i nostri scarponi in quella neve che ricopre ogni tracciato storico e ogni crepaccio della memoria. Accendiamo il verdebiancorosso di fumogeni che dovranno vedere dalle valli i nostri vicini di Stato. Rivendichiamo i sacri confini di una patria perennemente tradita dai suoi governanti e facciamo alzare alto in vetta, come un’antico ruggito gioioso e glorioso, il coro che apparteneva ai nostri nonni quando occuparono Fiume o sfondarono sul Piave. Mandiamo nel modo più gioioso possibile un segnale forte alla nostra nazione e all’Europa tutta. Avvertiamoli. Minacciamoli. Perché ci sono ancora italiani fieri di essere tali e che non si arrendono.

Il comunicato nazionale di CasaPound 

Mentre Conte chiude l’Italia CasaPound richiude il confine con la Francia sul Monte Bianco

Courmayeur, 25 ottobre – Mentre in diretta televisiva il premier Conte chiudeva l’Italia, una spedizione di una trentina di militanti di CasaPound è salita oggi sul Monte Bianco, invadendo il ghiacciaio francese, per rivendicare i confini nazionali italiani, “scippati dalla Francia nel più completo disinteresse del governo italiano”.

Sul monte più alto d’Europa, la spedizione alpinistica di Cpi ha tracciato con vernice rossa la scritta “ITALIA” proprio nella zona contesa dai due stati, accendendo fumogeni tricolori visibili dalle vallate francesi, e piantando nuovamente una grande bandiera italiana per ri-delimitare il confine storico nazionale.
“È inaccettabile che – afferma in nota CasaPound – nel 2020 la Francia compia simili atti di prepotenza nonostante la tanto decantata solidarietà europea, puro miraggio propagandistico dei soli banchi di Bruxelles, così come è inaccettabile avere un capo del governo e un ministro degli esteri che non hanno proferito parola alcuna su questo vilipendio alla storia d’Italia”.
“Con questa azione eclatante esigiamo una reazione forte dal governo italiano che, invece di chiudere l’Italia intera e le sue attività commerciali, deve controllare e difendere i confini nazionali di una nazione da troppo tempo umiliata”.