28 Novembre 2020

AndreaBonazza.info

Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Io sto con il coraggioso professor Filisetti contro la scuola dell’anti-Patria

Purtroppo anziché unire il popolo italiano, fin dal 1918 il 4 Novembre è ancora giorno di divisione. Una divisione in cui troviamo da una parte centinaia di migliaia di patrioti e famiglie italiane che annoverano nel loro albero genealogico eroi e reduci della Prima Guerra Mondiale e, dall’altra parte, una ben più minuta rappresentanza di coloro i quali, fin dal 1914, credendo in un’internazionalismo cieco, anti-patriottico e antimilitarista, continuano a svilire e oltraggiare il sacrificio di tutti quei giovani martiri d’Italia. Il problema maggiore è però che questa seconda infima parte del popolo, tanto popolare non è; non più per lo meno… e si cela da anni dietro le scrivanie dei maggiori quotidiani italiani, firma libri dal forte sapore revisionista storico, lancia attacchi di odio dai banchi parlamentari e, questione assai più grave, monopolizza le giovani menti degli studenti dalle cattedre scolastiche.

Proprio di questo vi parlerò oggi: di un coraggioso direttore generale dell’Ufficio scolastico della Regione Marche, il professor Marco Ugo Filisetti, e degli attacchi che egli ha subito dal fronte progressista scolastico, culturale e politico italiano, militarizzato da una sinistra ripudiante valori e termini che furono cari ai nostri nonni. Al centro della diatriba una bellissima lettera che, in questo 4 novembre 2020, Marco Ugo Filisetti ha indirizzato agli studenti marchigiani. Come vi accorgerete dalla sua lettera che posterò qui di seguito, il professor Filisetti tenta di spronare i giovani ad un ricordo attivo sugli immensi sforzi dei nostri padri per consegnarci una nazione libera e unita, cosa che, in un mondo sempre più piatto, egoista e materialista, rappresenta purtroppo un chiaro attacco a quel Pensiero Unico dominante che, almeno in Italia, la sinistra titie per le redini. A Marco Ugo Filisetti va tutto il mio rispetto, stima e solidarietà incondizionata, sperando sproni altri italiani e uomini liberi a risvegliare le coscienze delle future generazioni affinché tornino a riacquisire la corretta padronanza della propria identità storica e nazionale.

Andrea Bonazza 

“In questo giorno il nostro reverente pensiero va a tutti i figli d’Italia che dettero la loro vita per la Patria, una gioventù che andò al fronte e là vi rimase. Una gioventù lontana dai prudenti, dai pavidi, coloro che scendono in strada a cose fatte per dire: ‘Io c’ero’. Giovani che vollero essere altro, non con le declamazioni, ma con le opere, con l’esempio consapevoli che ‘Un uomo è vero uomo se è martire delle sue idee. Non solo le confessa e le professa, ma le attesta, le prova e le realizza’. Combatterono per dare un senso alla vita, alla vita di tutti, comunque essi la pensino. Per questo quello che siamo e saremo lo dobbiamo anche a Loro e per questo ricordando i loro nomi sentiamo rispondere, come nelle trincee della Grande Guerra all’appello serale del comandante: presente!”

Marco Ugo Filisetti

Tra le levate di scudi in difesa del direttore scolastico delle Marche, attaccato dall’ANPI a da vari esponenti della sinistra con interrogazioni parlamentari e cori di sdegno, è uscito anche un breve comunicato dell’associazione “15-18 Italiani in Trincea”:

“In questo giorno il nostro reverente pensiero va a tutti i figli d’Italia che dettero la loro vita per la Patria”. Inizia con queste parole la lettera che il direttore generale dell’Ufficio scolastico della Regione Marche, Marco Ugo Filisetti, ha inviato a tutti gli studenti marchigiani in occasione del 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. Il comitato storico “15-18 Italiani in Trincea” dal 2015 ha da sempre portato avanti iniziative volte a ripercorrere la storia e l’eroismo dei nostri padri caduti durante la Grande Guerra, non solo in occasione del suo centesimo anniversario. Escursioni nei luoghi sacri dove si sono combattute le battaglie più importanti per l’Esercito Italiano, eventi culturali, conferenze e commemorazioni davanti ai monumenti dedicati ai nostri caduti. Crediamo fortemente che la scuola, soprattutto in questo momento storico, dovrebbe rappresentare un luogo dove i nostri ragazzi possano sviluppare un pensiero critico, seguendo anche gli esempi che i “nostri nonni” ci hanno tramandato, e che la difesa dei confini nazionali sia uno di questi. Lo scalpore e lo sdegno suscitati dalla lettera scritta dal Dirigente Filisetti ai nostri alunni, lettera dove si ricorda appunto l’estremo sacrificio di tanti giovani caduti al fronte, troviamo siano figli di un ambiente scolastico che si dimostra ancora una volta intollerante e volto al solo trionfo del pensiero unico anziché alla pluralità di idee e sentimenti per questo importante periodo storico. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza al Dirigente Marco Ugo Filisetti in quanto, concetti come quelli presenti nella lettera: valore della Patria, sacrificio e appartenenza, non possono essere tacciati di apologia di qualsivoglia colore, tantomeno oggetto di indagini. Istruire le nuove generazioni alla consapevolezza delle loro radici e portare alla loro attenzione la storia di chi con il proprio sangue ha difeso e definito i confini della nostra nazione è da sempre l’obiettivo del nostro progetto. Troviamo nella lettera di Filisetti un barlume di luce che possa risvegliare l’animo dei nostri giovani su un tema cardine dalla nostra storia e per questo ci sentiamo di sostenerlo e spronarlo a non cedere davanti a chi vorrebbe mettere in ombra coloro i quali hanno risposto ‘Presente’ alla chiamata della Patria”.

15-18 Italiani in Trincea