28 Novembre 2020

AndreaBonazza.info

Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Salviamo i nostri negozi boicottando le grandi multinazionali del Covid

Siamo in guerra! Prima ancora che contro un virus che non si vede se non nei Tg e nelle corsie ospedaliere, siamo in guerra contro un terrorismo molto più spietato dell’Isis o di Al Quaeida, una vera e propria dittatura del terrore, battente bandiera con mascherina, che sta soffocando le nostre libertà individuali, i nostri rapporti sociali e le nostre conquiste lavorative, sanitarie e sindacali ottenute con duri sacrifici dalle generazioni che ci hanno preceduto.

Ed è proprio quest’ultimo punto che voglio affrontare oggi: quel lavoro che nobilita l’uomo, rinforza e cresce le nazioni, e quei sacri diritti sindacali legati ad esso che sono ben diversi dalle pretese delle sigle sindacali che mutano insieme al governante di turno.
Non è un mistero ormai che le multinazionali del web e della consegna a domicilio, tra questi due lockdown 2020, hanno incrementato vertiginosamente i loro guadagni in tutto il globo. Nei giorni scorsi, grazie alla protesta nazionale delle Mascherine Tricolori contro Amazon, finalmente una grossa fetta di popolo ha compreso il gigantesco divario esistente tra i tartassati commercianti italiani, tra le categorie più penalizzate dalla pandemia, e i colossi del web che stanno ingrassando di miliardi su miliardi vivendo in paradisi fiscali fino ad oggi risultati intoccabili dagli stati in cui operano. Fino ad oggi, si, perché paesi come Francia e Germania hanno messo sotto accusa la multinazionale americana reclamandone i tributi fiscali come per tutte le altre imprese. Da qualsiasi punto di vista la si guardi, è innegabile che la mossa dei nostri vicini europei è stata giusta e doverosa. Ma noi? In tutto questo l’Italia cosa diamine sta facendo? Qui nel Belpaese scopriamo ad esempio che diversi attivisti delle Mascherine Tricolori che manifestavano davanti alle sedi Amazon sono stati multati e denunciati dalla Procura. Da quel sistema che risponde direttamente al governo e al suo Ministro dell’Interno che, tra millemila annunci Dpcm in prima serata, non ha trovato ancora il tempo di affrontare il problema e riscuotere da Amazon tassazioni, anche pregresse, che in questo momento storico potrebbero aiutare sia la nostra economia sia le mancanze in contesto sanitario.
Aziende come Amazon inoltre, portano la concorrenza a prezzi ultra convenienti inducendo produttori e negozianti ad abbassarne i costi, con tutte le conseguenze in termine di fronteggiare le spese, e ciò porterà indubbiamente a tagli drastici di personale o chiusura dell’attività. Ma un domani che queste multinazionali avranno completamente soffocato i mercati nazionali, inquinandone i prezzi e la qualità, rilevando le imprese e creando così il proprio monopolio commerciale, Siete davvero sicuri che non torneranno ad alzarli nuovamente ed esclusivamente a proprio vantaggio? Di casi come questo la storia globalizzata moderna ne è colma e qui, credo, vi è una chiara intenzione di riproporre questo sistema usuraio su scala mondiale. Ma tutta questa operazione porterà purtroppo anche ad una progressiva perdita di quei diritti sindacali che dovrebbero tutelare i nostri lavoratori. Non dico ci troveremo come la Cina o chissà quale paese del Terzo Mondo, ma sicuramente ci scorderemo un sistema sociale e lavorativo così com’è oggi, consegnando gradualmente i nostri diritti nelle mani di capitalisti esteri il cui unico obiettivo è arricchirsi sulle spalle dell’homo economicus, schiavo e consumatore, esportando in tutto il mondo il modello dell’American way of life, quello stile di vita americano che tornerà a dividere le classi sociali, creerà sempre più disparità e aumenterà inevitabilmente la criminalità che si muoverà libera senza confini. Si, lo so; sembra il sogno della peggior sinistra attuale ma, in fin dei conti, capitalismo e comunismo sono sempre state due facce della stessa medaglia e, con l’elezione di Biden negli USA ne avremo presto l’ennesima prova.
Che fare dunque per non abbandonarci al fatalismo e opporci, seppur nel nostro piccolo, a questo macrosistema che sta consumando la nostra economia? Il primo passo dev’essere sicuramente quello di resistere a invitanti sconti e acquisti online per indirizzare le nostre spese in aiuto ai commercianti italiani, anche e soprattutto in questo grave momento di crisi e di lockdown in cui i negozianti sono stati costretti ad abbassare le serrande dai Dpcm o, ancor peggio, a chiudere definitivamente come sta accadendo per oltre 280mila imprese dall’inizio della pandemia. Aiutiamo i commercianti che conosciamo, contattiamoli per ordinare direttamente da loro, anche per corrispondenza, i prodotti che ci interessano. Andiamo sul web per scoprire i siti internet o le pagine Facebook di negozi e produttori italiani e richiediamo direttamente a loro, senza passare per multinazionali terze, i prodotti che entreranno a far parte del nostro guardaroba, della nostra libreria, della nostra cucina o automobile. Torniamo a reclamare nelle nostre case il Made in Italy originale e salviamo così migliaia di dipendenti, partite IVA e, ancora più importante, questa nostra nazione oramai al tracollo.
Non so se questa pandemia sia un complotto orchestrato dai grandi potenti della Terra e dai loro tentacoli multinazionali, ma so solo che, certamente, questi signori la pandemia la stanno sfruttando al massimo e hanno al loro servizio un’esercito di giornalisti, conduttori, editori, politici e magnati in tutto il globo.
Tirando infine un po’ d’acqua al mio mulino, anch’esso messo in grave difficoltà dalla crisi con la chiusura del “mio” negozio, vi ricordo che potete scegliere i capi di abbigliamento Pivert, scontati al 25%, direttamente sul sito www.pivert-store.com e ordinarli a me personalmente al telefono o alla mia mail andreabonazzaconsigliere@gmail.com
A questo link l’articolo con l’ultima azione delle Mascherine Tricolori contro Amazon a Bolzano 
https://www.lavedettaditaliabz.it/2020/11/17/negozi-chiusi-rilevati-da-amazon-protesta-delle-mascherine-tricolori-a-bolzano/