28 Novembre 2020

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

La Festa dell’Albero, un rito italiano più forte del covid

Festa ormai dimenticata dai più, specialmente dalle istituzioni, la Festa dell’Albero ha accompagnato la nostra nazione per tutto il secolo scorso.
Oggi a celebrare questa festa è rimasta la sinistra con i Verdi, a modo suo e camuffandola sotto altri nomi e date, vari gruppi ecologisti e gli attivisti de La Foresta che Avanza che, ogni anno, così come nel resto d’Italia, regalano al Comune di Bolzano un albero da piantare laddove il territorio cittadino ne abbisogna maggiormente. Quest’anno il gruppo ecologista di Cpi ha regalato un abete alla Provincia altoatesina affinché possa essere reimpiantato in quella zona nei pressi di Carezza che è stata particolarmente interessata dalla disastrosa tempesta che, un psio d’anni fa, ha raso al suolo i boschi della zona di Carezza.

Da dove nasce la Festa dell’Albero?

La festa fu istituita durante il Fascismo da Arnaldo Mussolini, fratello del Duce e studioso agrario, con una grande sensibilità ecologica. Arnaldo aveva dedicato la vita alla rinascita boschiva, all’organizzazione dell’agricoltura, alle bonifiche e al culto degli alberi, appunto. Fu apprezzatissimo pioniere mondiale di moltissime scoperte e battaglie ecologiste, purtroppo oggi semi-dimenticato dalla storiografia ufficiale e dai nuovi stregoni dell’ecologismo intellettualoide.
Ancora oggi però, in giro per l’Italia si può incontrare qualche “Giardino Arnaldo Mussolini” sopravvissuto alla censura talebana dell’antifascismo.

*Nominato presidente del Comitato Nazionale Forestale, nel giornale “Il Bosco” Arnaldo scriveva che “in Italia si deve generalizzare un nuovo convincimento, che io vorrei definire il culto dell’albero”, ponendo il “problema di educazione civile e di rispetto verso gli alberi”.

L’8 settembre 1928, parlando ad Asiago in occasione della giornata forestale, Arnaldo affermava: “Camerati del piano e del monte! È l’ora della terra. È l’ora nostra”. “Ruralizzare l’Italia – diceva – non vuol dire riportare gli uomini della terra alla pastorizia. No! Significa bensì portare i due terzi del popolo italiano ad essere una linfa vitale e rigogliosa del tronco millenario della Stirpe. Significa portare il lavoro silenzioso e sconosciuto della terra all’altezza del concetto sovrano della vita moderna nazionale”. Il 27 novembre 1928 gli fu conferita la laurea honoris causa in Scienze agrarie*.

Andrea Bonazza

*estratto dall’articolo di Adriano Scianca per www.ilprimatonazionale.it dal titolo “chi tradisce perisce”

Il comunicato de la Foresta che Avanza 

Foresta Che Avanza celebra annuale Festa dell’Albero nonostante il covid

Trento, 21 novembre – Come ogni 21 novembre, i militanti del gruppo ecologista la Foresta che Avanza hanno celebrato la tradizionale Festa dell’Albero piantando centinaia di alberi in tutta Italia o donandoli a Comuni e scuole.

Piantati alberi a Trento e Riva del Garda. A Bolzano il gruppo ecologista ha donato un abete alla Provincia per essere piantato nelle zone disastrate dalla tempesta di due anni fa nella zona di Carezza.

Nonostante il particolare momento per l’Italia, costretta a un nuovo lockdown, gli attivisti della FCA hanno voluto “ricordare agli esponenti dell’Intellighenzia nostrana che è estremamente controproducente fiaccare l’animo degli italiani seminando paura e attuando terrorismo psicologico nei loro confronti, affiggendo in contemporanea uno striscione che recita: Seminare piante e non terrore”.

La risposta della Foresta che Avanza è stata quella di non fermarsi davanti a lockdown ed emergenza, disseminando alberi anche quest’anno su tutto il territorio nazionale come simbolo di rinascita, fermezza e solidità. “Il verde degli alberi rinfrancherà di certo l’animo degli italiani, i quali dovranno essere capaci di traghettare la nazione fuori da questa ennesima crisi” conclude la nota.