6 Luglio 2022

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L’ospitalità e la conoscenza sacre e dispensate dal mito di Trittolemo

Rieccoci qui a passeggiare nell’Olimpo tra miti e divinità dell’Antica Grecia seguendo le avventure della nostra Demetra. Riprendendo il precedente articolo, oggi vi racconterò la storia del re Celeo che a Eleusi, nell’Attica, diede ospitalità alla Dea che vagava nel mondo alla ricerca della figlia Persefone. Considerata sacra per i greci, la grande ospitalità che Celeo offrì a Demetra che vestiva i panni di una semplice vecchietta fu ricambiata da quest’ultima con un importantissimo dono; il re aveva avuto due figli da Metanira, il pargolo Demofroonte che la Dea accudiva ed allattava e il giovane Trittolemo, e per ringraziarlo Demetra volle trasformare Demofroonte in un Dio ma, per fare ciò, avrebbe dovuto coprire il fanciullo di ambrosia per poi soffiargli addosso tenendolo sotto braccio e infine bruciandone il corpo mortale nel focolare, così da renderlo immortale. Con il calar della sera dunque, la Dea prese di nascosto il piccolo e lo mise sulle fiamme ardenti ma le urla della madre di Demofroonte, sconvolta e giunta lì per caso, interruppero il rito magico e irritarono Demetra che rivelò la propria divinità a Metanira. Non potendo quindi donare l’immortalità al giovane, la Dea si rivolse altresì al fratello, insegnando a Trittolemo l’importantissima arte dell’agricoltura in modo che questo potesse di riflesso insegnare agli uomini a piantare, seminare e mietere. Protetto da Demetra e Persefone, Trittolemo ebbe in dono divino anche un carro alato trainato da draghi con il quale poté volare ovunque per gettare semi di grano ed estendere gli insegnamenti appresi. Nella sua missione di diffondere l’arte agricola però, Trittolemo ebbe una brutta disavventura con il signore della Scizia, il re Lico, che rifiutandosi di insegnare ai sudditi il sapere acquisito, tentò di uccidere il giovane messaggero. Andata su tutte le furie, Demetra allora maledisse Lico trasformandolo in una lince. Trittolemo divenne re di Eleusi.

Ragionando su questo mito possiamo cogliere due importanti insegnamenti che hanno attraversato la nostra civiltà nei millenni per fermarsi bruscamente con il “progresso” moderno… la sacralità sociale di rispettare e aiutare gli anziani bisognosi, e il dovere etico di diffondere la conoscenza per il bene della comunità oltre ogni egoismo.
Ci sarebbe poi anche il fatto di tenere a bada le mogli quando si impicciano delle gesta degli Dei… ma scherzosamente ammetto essere questa solo una mia battuta innocua e sessista per provocare con il sorriso i lettori più politicamente corretti…
Come la maggioranza dei miti greci, ovviamente anche quello di Trittolemo presenta anch’esso più versioni che vi invito a scoprire, a seconda delle regioni e dei padri che ne cantavano la storia. Questo che ho letto sul libro di Demetra edito da Dielle mi sembrava il più esaustivo.
Andrea Bonazza