19 Settembre 2021

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Risorgere uniti nel nome d’Italia, di Manzoni e di Garibaldi

Anche se vi è ancora in questa nazione chi vuol dimenticare o, ancor peggio, seppellire i sacrifici più alti dei nostri Padri per sostituirli con la fluidità senza storia di nuovi abominevoli miti, il 17 marzo rimane data importantissima per il popolo italiano. Or più in un periodo come quello attuale, con un’Italia sempre più stretta nella morsa dell’interesse straniero e divenuta passiva massa informe boia di sé stessa.

Oggi festeggiamo l’Unità d’Italia e i Martiri caduti per difenderla e renderla libera dagli oppressori scesi da oltralpe. Festeggiamo il sogno della Repubblica Romana di Giuseppe Mazzini e la sassaiola di Giovanni Battista Perasso. Festeggiamo l’Alto Adige in camicia rossa di Camillo Zancani e le strofe armoniose di Goffredo Mameli. Festeggiamo e festeggio oggi, con orgoglio, sullo storico scoglio di Cala Martina, le avventure di Garibaldi e Capitan Leggero verso quell’unificazione nazionale che mancò per troppo tempo. E festeggiamo ancora, in un abbraccio che avvolge l’intera nazione, la poesia patriottica di Alessandro Manzoni al quale oggi, CasaPound, ha tributato questo 160° anniversario dell’Unità d’Italia, con la speranza che questa nostra Patria malata possa un domani risorgere ancora.

Andrea Bonazza 

Cala Martina

“O delle imprese alla più degna accinto,
signor che la parola hai proferita,
che tante etadi indarno Italia attese;
ah! Quando un braccio le teneano avvinto
genti che non vorrian toccarla unita,
e da lor scissa la pascean d’offese;
e l’ingorde udivam lunghe contese
dei re tutti anelanti a farle oltraggio;
in te sol uno un raggio
di nostra speme ancor vivea, pensando
ch’era in Italia un suol senza servaggio,
ch’ivi slegato ancor vegliava un brando.

Sonava intanto d’ogni parte un grido,
libertà delle genti e gloria e pace!
ed aperto d’Europa era il convito;
e questa donna di cotanto lido,
questa antica, gentil, donna pugnace
degna non la tenean dell’alto invito:
essa in disparte, e posto al labbro il dito,
dovea il fato aspettar dal suo nemico,
come siede il mendico
alla porta del ricco in sulla via;
alcun non passa che lo chiami amico,
e non gli far dispetto è cortesia.

Forse infecondo di tal madre or langue
il glorioso fianco? o forse ch’ella
del latte antico oggi le vene ha scarse?
o figli or nutre, a cui per essa il sangue
donar sia grave? o tali ancor più bella
pugna sembri tra loro ingiuria farse?
Stolta bestemmia! eran le forze sparse,
e non le voglie, e quasi in ogni petto
vivea questo concetto:
liberi non sarem se non siam uni:
ai men forti di noi gregge dispetto,
fin che non sorga un uom che ci raduni.

Egli è sorto per Dio! Si, per Colui
che un dì trascelse un giovinetto ebreo
che del fratello il percussor percosse;
e fattol duce e salvator de’ suoi,
degli avari ladron sul capo reo
l’ardua furia soffiò dell’onde rosse;
per quel Dio che talora a stranie posse,
certo in pena, il valor d’un popolo trade;
ma che l’inique spade
frange una volta, e gli oppressor confonde;
e all’uom che pugna per le sue contrade
l’ira e la gioia de’ perigli infonde.
Con Lui, signor, dell’Italia fortuna
le sparse verghe raccorrai da terra,
e un fascio ne farai nella tua mano.”

Alessandro Manzoni

Bolzano, monumento alla Vittoria

CasaPound – Unità d’Italia, “necessario ricordare la forza della nostra nazione”

Roma, 17 marzo 2021 – “Liberi non saremo se non siam uni”, è con questa frase di Manzoni che CasaPound Italia ha voluto celebrare l’anniversario dell’unità nazionale, affiggendo striscioni nei luoghi simbolo di centinaia di città italiane.

“In un momento di crisi come questo – dichiara CPI – ricordare l’Unità d’Italia non è un mero esercizio storico ma una dichiarazione di intenti: come nel Risorgimento, dobbiamo anche noi risorgere per rendere di nuovo grande questa nazione”.

“La storia d’Italia – continua – affonda le sue radici in millenni di storia, cultura e identità, nell’unione di spiriti eroici che hanno sempre dimostrato quanto il nostro popolo sia in grado di rinascere più forte anche nei momenti più bui”.

“Oggi – conclude CPI – dobbiamo riscoprire quello spirito, quel moto di rivalsa e d’orgoglio e riprendere in mano i destini della nostra Nazione: nel centenario dell’unità, l’imperativo è risorgere. Risorgere ora!”.