7 Maggio 2021

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A Iglesias tra medioevo, razionalismo e murales della Pasticceria Lamarmora

Passeggiando per la bellissima Iglesias che presenta un inteccio di vari stili ed epoche. Parcheggiando la macchina in zona centrale, una delle prime strutture che cattura la vista allenata in materia, èsicuramente l’architettura razionalista del Mercato Civico, progettato nel 1934 da Ettore Sottsass e adattato da Sottsass jr nel 1950 in occasione della IV Fiera delle attività industriali e commerciali sarde. Egregiamente conservato nel suo classico colore giallo-ocra, da poco restaurato con la sua scritta a caratteri cubitali “civico mercato in civica terra”, questo edificio accoglie ancora la popolazione ispirando un etica ben più sociale e a chilometro zero rispetto ai moderni centri commerciali, sicuramente più freddi e lontani dalle reali esigenze e risorse del territorio.

Camminando per Iglesias sono praticamente inconfondibili poi le lunghe e ben conservate mura medievali pisane, con le loro torri di avvistamento che difendono l’antico abitato inflenzato nell’architettura sia dall’occupazione spagnola che quella della Repubblica di Pisa, di cui è ancora possibile vedere i fregi della croce pisana sulle chiese gotiche e romaniche.

La regina di queste chiese è sicuramente la Cattedrale di Santa Chiara d’Assisi, unica al mondo dedicata alla Santa, fatta costruire nell’inconfondibile stile romanico-gotico nel XIII secolo dal conte Ugolino della Gherardesca, il quale Dante lo volle nel nono cerchio dell’inferno, tra i traditori della Patria, costretto per fame a cibarsi dei suoi figli nel canto XXXII e XXXIII della Divina Commedia. 

Nella piccola piazza Lamarmora, invece, proprio davanti alla fontana centrale con la statua del “Su Maimoni” che ci accoglie, troviamo imponente il bellissimo palazzo liberty della Pasticceria Lamarmora. Il palazzo dell’ex pasticceria, costruito a fine Ottocento, è particolare soprattutto per il suo murales che occupa l’intera facciata esposta sulla piazza e presenta i loghi delle più famose e vecchie marche di liquori e dolciumi dipinte nel 1904. Restaurato nel 2004, l’edificio è oggi tutelato dalla Sovrintendenza sarda e rimane un’eccellenza della città e un’icona di grafica pubblicitaria vintage a livello mondiale.

A pochi metri di distanza dalla piazza, in preda alla sete in parte scaturita dalle icone del Fernet Branca dipinte sulla facciata della vecchia pasticceria, attraversando una caratteristica via medievale teatro delle processioni cittadine, finalmente giungiamo alla nostra meta di oggi, con le sue bandiere amiche, dove, all’interno della bellissima sezione locale di CasaPound, tra l’immancabile ospitalità sarda di vecchie e nuove conoscenze, spegnamo la sete nell’ennesimo brindisi a questa terra sentendoci, ancora una volta, a casa.

Andrea Bonazza