3 Luglio 2022

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Meravigliosa e antica Trinacria, risorgi con gli Dei che t’hanno scolpita

Meravigliosa Trinacria.
Come gli antichi Ciclopi feriti qui da Odisseo nell’unico occhio sano, nella peggiore delle condanne le tue genti sembrano non goder più delle bellezze di questa terra.
Come pietrificata da Medusa in un passato glorioso che ancora si ammira e si accarezza, la Sicilia appare oggi immobilizzata da demoni ancor più paurosi e letali di quanti narrati da Omero.
Un profondo sonno della vitalità e del genio, che dall’alba dei tempi hanno animato l’isola sacra a Demetra, da Archimede a Gentile, sparge nel presente il germe fatalista inaridendo il domani di una Sicilia prigioniera di sé stessa e delle perversioni delle sue crudeli Gorgoni.

Ma non tutto ciò che pare immobile dorme. Tra i secolari tronchi intrecciati degli ulivi scorre sempre verde la linfa vitale che genera i frutti, con limoni, aranci e melograni che resistono sul podio del gusto incompreso di Bruxelles.
Templi e antiche ossa di Dei, dopo oltre duemila anni, riflettono ancora il sole della Magna Grecia quasi ad annunciare il ritorno dei sacri fuochi di Hestia a divampare nel nuovo mondo spento.

Tra le altezze dell’Olimpo e i tre promontori cullati dalle acque infestate del Mediterraneo, ciclicamente esplode e sgorga in una lingua di fuoco l’Etna, come per richiamare all’ordine e ammonire il suo popolo che, nelle fucine della sua più infera cavità, il Dio Vulcano mai ha interrotto il forgiare di armi per una stirpe guerriera. Una razza temprata che necessita il risveglio dal torpore.

Come la sua terra feconda che da tempi immemori annuncia primavere e invasioni all’Antico Continente, così i suoi figli migliori, oggi, devono rientrare nei ranghi di un’armata ancestrale per combattere il più tremendo dei Titani; il nulla che genera caos e desertifica l’anima marcendo la nostra identità, sotterrando nella bruttezza meraviglie e risorse di un’intera nazione.
Non vi può essere titubanza alcuna.
Non un lamento o un passo indietro si potrà percepire nella lunga marcia che separa la Sicilia dalla riconquista di sé stessa.
Né Scilla o Cariddi, né mafie o governi, riusciranno a strapparla dalla sua patria tradita.
Sogno e vedo da qui una nuova legione avanzare con le insegne di Enea, Barbadoro e Federico di Svevia. Si, perché “insensati come siamo, noi vogliamo conquistare tutto, come se avessimo il tempo di possedere tutto”.

Dopo queste mie parole tanto ermetiche quanto sincere, voglio ringraziare di vero cuore tutta la comunità militante siciliana di CasaPound per la stupenda accoglienza e, ne sono certo, renderete la nostra vecchia e stanca Italia fiera della sua Trinacria Tricolore.

Andrea Bonazza