7 Maggio 2021

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Escursione tra i Sette Fradis di Sardegna

L’escursione di oggi in Sardegna non sembra iniziare nel migliore dei modi… Poco dopo essere partiti da Villasimius buchiamo una gomma e, tra mille imprecazioni, perdiamo svariati minuti per cambiarla. Giunti in netto ritardo all’incontro con il buon Enrico, il nostro capo-spedizione del gruppo escursionistico montano La Muvra, ne approfittiamo subito per una colazione salata con delle buonissime pizza-sfoglia. Pizzette al pomodoro con capperi e acciughe che non finiresti mai di mangiare e che difficilmente si trovano nei locali dopo l’aperitivo mattutino.

La località scelta per questa escursione alla scoperta della natura sarda è il parco naturale dei Sette Fratelli. I Sette Fradis, così chiamati nel dialetto locale, sono delle torri di roccia che dominano un passo montuoso tra il Monte Genis di 979 m.s.l.m., il Massiccio e la Punta di Serpeddì che raggiunge i 1067 m.s.l.m., e il Massiccio dei Sette Fradis, con Punta Ceraxa che arriva a 1016 m.s.l.m.. Tutto intorno si estendono i 60.000 ettari del parco naturale che ricade nei territori di Burcei, Castiadas, Maracalagonis, Quartucciu, Quartu Sant’Elena, San Vito, Sinnai, Villasalto e Villasimius.

Parcheggiate le auto e i ruotini all’imbocco della strada forestale, finalmente ci incamminiamo per il sentiero che ci porterà direttamente ai piedi dei Sette Fratelli. L’escursione procede in tranquillità e con salite poco impegnative in tornanti dai quali possiamo ammirare, nella più spontanea annunciazione della primavera, le rigogliose piante sulle colline circostanti. Lecceti, alberi di sughero, corbezzoli, ginepri e il tradizionale mirto ci accompagneranno per l’intera durata dell’escursione intervallati dai primi germogli e fiorellini selvatici.
Dopo un’oretta di camminata ascoltando i divertenti racconti di Davide ed Enrico, spesso in simpatica faida tra loro, giungiamo al bivio tra la via per il Nuraghe Su Gattu e quella per il Baccu Malu, meta della nostra destinazione. In una breve pausa dove il giovane Luca è salito in cima a uno sperone roccioso con la speranza di intravedere il nuraghe, senza alcun risultato abbiamo proseguito il cammino dell’ascesa ai Sette Fradis. La vegetazione qui inizia a cambiare, folta di piante a basso fusto alternate da granitiche rocce bianche che con la salita si elevano sempre più. Lungo il sentiero troviamo anche le inconfondibili tracce lasciate dal muso di cinghiali intenti a procurarsi del cibo e, dialogando con il resto della compagnia, scopro che il parco è abitato da moltissime specie animali come mufloni, cervi sardi, martore, lepri, conigli e gatti selvatici, falchi pellegrini, l’astore sardo e le bellissime aquile reali; una delle quali ci ha accolto con il suo volo circolare proprio qui, alla sommità del monte.
Attraversando il valico dei Sette Fratelli scopriamo che in realtà sono molti di più ma, la cultura sarda ne conta unicamente sette perché sono queste le punte distinguibili in lontananza dalle città limitrofe, Cagliari compresa. La bianca roccia granitica di cui sono composte queste torri naturali, creando un netto contrasto con il verde acceso cresciuto tutto intorno, a tratti mi riporta con la mente alle mie lontane Dolomiti, soprattutto quelle orientali del Cadore, sebbene le altezze siano di gran lunga inferiori. Devo dire che ho trovato l’intero percorso ben curato nonostante i lockdown della pandemia ancora non concedono l’apertura della stagione. Quassù, però, lontano dalla “civiltà”, fortunatamente le stagioni le decide ancora Madre Natura e non i conti e i draghi di turno a Montecitorio…
Attraversando il passo, incantati dai Sette Fradis, troviamo un altro bivio che, dal lato opposto rispetto alla nostra destinazione, porta al famoso Sentiero Italia; un percorso di 4.000 chilometri con 350 tappe che, dal nostro confine alpino, attraverso gli appennini e le coste, percorre tutta Italia, isole comprese. A un certo punto del sentiero torniamo ad immergerci in un’altra fitta boscaglia dove, rispetto a poco fa, le piante si alzano notevolmente di statura. È la Forestas di Bacu Malu dove, in poche decine di minuti di cammino, passiamo accanto a Rifugio Bacu Malu, uno splendido rifugio della Guardia Forestale. Accolti dalle cortesi indicazioni del custode col quale scambiamo due battute sulle contraddizioni dei Dpcm, ci dirigiamo verso l’ultima tappa della nostra meta. Il belvedere di Bacu Malu.
Questa piccola terrazza panoramica mimetizzata nella fitta vegetazione ci permette una profondità di visuale talmente ampia da tuffarsi nel mare, fino alla lontana costa di Muravera. Uno spettacolo naturale infinito che si perde in ogni direzione, chiudendo il cerchio con le punte dei Sette Fratelli alle nostre spalle, alte sopra il bosco. Con lo stomaco che brontola e la sete degli amici sardi che stappa un’ottima, quanto guadagnata, bottiglia di vino Santa Caterina, ci godiamo questo pranzo al sacco con prodotti tipici godendo dell’ennesimo panorama stupendo e incontaminato che la Sardegna ci offre.
Andrea Bonazza