7 Maggio 2021

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Torre Capo Boi e il sistema difensivo aragonese in Sardegna

I panorami di Sardegna saranno sicuramente una delle meraviglie indelebili che mi porterò nel cuore da questa trasferta sull’isola. Oggi ci troviamo nella Sardegna sud-orientale tra Cagliari e Villasimius. Ci aspetta una brevissima escursione per raggiungere, sempre presente in alto affacciata sul Mediterraneo, la Torre di Capo Boi. Il vasto paesaggio attorno a noi durante la semplice camminata, tra gli invadenti fichi d’India e il velenoso finocchietto selvatico, si estende nella zona del Sinnai, dal litorale cagliaritano fino a quello di Villasimius, passando per la bellissima Solanas e alle isole di Serpentera e dei Cavoli, il tutto contornato da fitta vegetazione e spiagge bianchissime che si tuffano nel Mediterraneo color smeraldo o turchese, a seconda del tempo e della fascia oraria.

Per la nostra escursione il buon Davide ha giustamente scelto il tramonto che, da quassù, offre colori stupendi per tutti i 360° della nostra visuale. Dopo una salita per una scorciatoia trovata dall’intraprendente Luca tra le piante a basso fusto, seguito a ruota dallo  stambecco trentino Filippo, in pochi minuti arriviamo ai piedi della Torre di Capo Boi.

Questa antica torre aragonese alta 10 metri, la terza venendo da Cagliari, prende il nome dal medesimo promontorio sul quale è stata costruita, a 119 m.s.l.m. nel 1591. Nel XVI secolo, infatti, la Reale Amministrazione delle Torri aragonesi costruì e gestì l’intero sistema difensivo e di avvistamento lungo tutta la costa sarda, contro le incessanti invasioni saracene. Occupandosi della certosina manutenzione delle torri che ci ha permesso di goderne le strutture fino ad oggi, la Reale Amministrazione poneva a guardia della torre due soldati. Questi accedevano ad essa tramite una scala che, una volta entrati dall’unica porticina in alto, a circa 3/4 metri dal basamento, veniva poi ritirata all’interno, così da non permettere a nessun altro di entrare.
Questa specifica tipologia di torre si chiama Torresillas, ovvero la più piccola nella classificazione di tali strutture con esclusiva funzione di avvistamento. Le altre torri, ben più grandi e difese da maggior numero di soldati e armamenti, sono le Senzillas e le Gagliarde, con funzione difensiva di combattimento. Le torri infatti, se ne contano 8 nella zona, comunicavano tra loro in un sistema di segnali a fuochi o fumo, con le Torresillas più piccole che, godendo di una più profonda visuale permessa dall’altezza della loro posizione, avvertivano le torri più grandi, a valle, così da prepararsi alle minacce in arrivo dal mare.
Nonostante siano passati cinquecento anni dalla loro costruzione e abbiano subito duri scontri contro i pirati saraceni, lo stato di conservazione di queste strutture ci offre un salto nel passato permettendoci, in parte, di capire come poteva essere la vita all’epoca; perennemente in guardia contro un feroce nemico che incombeva dalle coste africane. Un po’ come oggi, insomma. Solo che di questi tempi il vero nemico sta in chi sulla terra ferma già ci sta ed escogita ogni stratagemma politico per accogliere i “nuovi saraceni”, sfruttandoli a proprio vantaggio per poi abbandonarli sulla strada dove, per natura, possono tornare a quelle piratesche scorribande che ben conosciamo dalle cronache italiane.
Andrea Bonazza