5 Luglio 2022

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Ercole III sec d.C

Tra le antichità scultoree di Castello Ursino a Catania

Uno dei pochi luoghi culturali che sono riuscito a visitare durante la mia scappatella anti-lockdown in Sicilia è stato il Museo Civico di Castello Ursino, a Catania. Tralasciando la magnificenza estetica del castello federiciano, interna ed esterna, di cui vi parlerò in seguito; oggi intendo raccontarvi parte delle magnifiche opere esposte nel maniero il cui museo nasce per merito dei ritrovamenti archeologici e delle cospicue donazioni di collezionisti e cittadini facoltosi.

Varcando il possente portone di entrata della fortezza, fin da subito ci immergiamo nella storia della città di Catania, con diverse statue, lapidi e armi protette dalle alte pareti del Castello di Federico II.

Torso di Giove
Nel salone delle scuderie, come per accoglierci, imponente davanti a noi posa la colossale statua del virile busto di Giove, opera del I secolo d.C. con il padre degli dei in torsione su sé stesso, quasi a seguire in movimento i nostri passi all’interno del castello. Passi che ci portano dinnanzi ad un culto, catanese in particolar modo, che come scriveva Cicerone appartiene alla più veneranda antichità di Sicilia. Il busto di Cerere, del II secolo d.C. e rinvenuto al Teatro romano di Catania, ci ricorda come i siciliani siano devoti da tempo immemore alle “due dee” greche Demetra e Core, Cerere e Proserpina per i Romani, che su questa antica isola vivevano tra la fertilità delle stagioni calde e la prigionia invernale di Ade, negli inferi, come già più volte vi ho raccontato.
A dimostrazione della grande diffusione che il culto delle “due dee” godeva in questa regione della Magnagrecia, moltissime sono le sculture, le statuette e i bronzetti dedicati anche alla figlia di Demetra; come la millenaria Kore stante del VI secolo a.C. o la Kore di Inessa del 450 a.C.
Kore stante
Nelle sale che ospitano la nutrita collezione Biscari troviamo sculture, vasi attici, bronzi e reperti archeologici di epoca greco-romana rinvenuti principalmente negli scavi catanesi, ma anche acquistati dal Comune da musei e collezioni private di Roma, Napoli e Firenze. Tra questi, rimaniamo estasiati davanti alla forza semidivina di Ercole in alcune sculture che lo scolpiscono nella sua fierezza, con il mantello di leone a coprirli il capo in una statua del II secolo d.C., e nella posizione riposata del famoso Ercole Fernese di Lisippo del IV secolo a.C.
Ercole III sec d.C
Altre antiche sculture ci accompagnano nel castello dello Stupor Mundi ripercorrendo la tradizione classica dei miti greci. Un erma del II secolo d.C. dedicata all’eroe omerico Bellerofonte affiancato dalla testa equina di Pegaso, le teste marmoree di Alessandro Magno, Afrodite e Mercurio, alcune statue di importanti autorità repubblicane e imperiali, targhe e pietre tombali greche e romane, antefisse di Satiro e delle Gorgoni, bellissimi vasi con raffigurati i miti ellenici e bronzetti votivi che raccolgono le più importanti divinità mediterranee.
Alessandro Magno
Uno spettacolare tesoro tramandato dai nostri più antichi avi che merita indubbiamente la pena di essere ammirato nella sua magnificenza. Ancor di più in quanto esposto qui, nell’esoterica cornice di Castello Ursino. Come sempre vi lascio adesso in compagnia di alcune foto che ho scattato al museo…
Andrea Bonazza 
Ercole Farnese
Afrodite
Mercurio
Kore Inessa
Bellerofonte
Ercole

Testa romana
Ercole solleva Anteo per soffocarlo
Ignazio Paternò Castello V principe di Biscari