19 Giugno 2021

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1984, il mondo distopico di Orwell mai così reale, nel nuovo graphic novel di Ferrogallico

In una pausa serale tra un libro e l’altro, ieri sera ho alleggerito le letture con un nuovo graphic novel, fresco di stampa ed edito dagli amici di Ferrogallico, che illustra magistralmente il celebre romanzo 1984, di George Orwell. 

La storia, scritta nel 1948 con la seconda guerra mondiale terminata da poco e l’inizio di una nuova guerra fredda in un mondo diviso tra nuovi blocchi e dittature, siano esse comuniste o democratiche, guarda ad un futuro distopico ma quanto mai attuale come nell’era in cui stiamo vivendo oggi. Oggi che il già lontano 1984 è ormai passato da oltre trent’anni. Ambientato in una Londra nettamente divisa in due; tra il sudiciume dei quartieri proletari e l’ordine splendente e soffocante delle zone sotto il marziale controllo del Partito, questo graphic novel narra perfettamente il senso di bipolarismo sociale nell’Oceania descritta da Orwell. Tensioni e nemici inventati dalla propaganda al fine di tenere il popolo condizionato nei propri pensieri e distratto dalla propria vita, devoto ai suoi protettori del Sistema con il Pensiero Unico che risparmia la fatica del pensare garantendone la sicurezza. Un regime ultra-totalitario ispirato dall’autore ad un’estremizzazione tra Unione Sovietica, con coprifuochi(!) e un Kgb di spie al servizio della Psicopolizia celate tra la massa benpensante… una modernità di teleschermi che emanano diktat e recepiscono pensieri e parole. Insomma; come i vari smartphone, computer, Facebook, Alexa, etcetera, etcetera. Una società in cui si fa strage della storia scomoda offrendone di nuove e più allineate all’ideologia vincitrice, in un revisionismo o negazionismo che i vinti come noi conoscono bene… un Sistema che inventa una neolingua per massacrare quella dei padri, privando la dialettica di sentimenti, siano essi di smore o di odio, pericolosi per il modello di felicità imposto violentemente da chi comanda. E su questo mi viene da pensare a tutte le varie fesserie sull’Hate Speech, i petalosi Ddl Zan, le leggi Scelba, Mancino e ogni altro reato di opinione. Reato di Pensiero, per citare lo stesso Orwell.

Ma se il libro di 1984 è famosissimo e lo si leggeva addirittura a scuola, almeno fino alla mia generazione, il graphic novel edito da Ferrogallico lo ho trovato invece un inno all’arte grafica. Per nulla scontato e ricco di contrasti e sfumature che esulano dal fumetto classico. Ognuna delle 240 pagine è infatti un’esplosione di schizzi ordinati in grado di far impallidire, nella forma e nella sostanza, i più pagati leccapiedi e paraculi di arte contemporanea, sempre pronti ad elemosinare contributi dagli amichetti della nuova casta culturale progressista. Si, si, fatemi proprio sfogare contro questi pezzenti della creatività che hanno demolito più di duemila anni di arte e bellezza! In questo 1984, Xavier Coste, il trentaduenne cartonista francese autore del graphic novel, ha riproposto in bellissime vignette la frustrazione più opprimente dei protagonisti del libro. È stato in grado di far cogliere al lettore anche il senso più viscido di infamità dell’essere umano, lobotomizzato, crudelmente egoista e pronto a condannare la propria madre per scamparsela lui. Proprio come il lato peggiore che hanno sviluppato troppi nostri concittadini nel corso della pandemia…
Degna di nota è anche l’analisi del professor Stefano Zecchi nella prefazione del libo. Il filosofo veneziano rielabora infatti la linfa di 1984 per traspositarla nell’oggi, in questa nostra società che và troppo veloce, senza cogliere realmente ciò che sta vivendo nell’istante nel quale già ha perso tutto. Ispirato da Orwell, Zecchi, sputa una dura critica alla mediocrità umana, stupida ma colpevole, di 1984 e del 2021. “La viltà opportunistica dell’uomo, la sua flebile e presto arrendevole resistenza al male” come scrive lui stesso.
Un graphic novel davvero bello che consiglio a tutti, soprattutto ai più giovani che magari non hanno ancora mai letto Orwell. Ma perché no, lo consiglio anche a quelli più su con l’età; si, perché questa nuova salsa di 1984 disegnato rimane entusiasmante nonostante la sua storia sia iper-conosciuta e violentata nei modi più disparati. Una storia abusata anche dagli stessi colpevoli del vero Pensiero Unico, che stanno consegnando il nostro futuro e quello dei nostri figli ad un incubo di regressione spirituale spacciata per il migliore dei mondi possibili.
Andrea Bonazza