19 Giugno 2021

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Ricordando Venner con i suoi consigli pratici per una formazione militante europea

«Io mi do la morte al fine di risvegliare le coscienze assopite. Mi ribello contro la fatalità del destino. Insorgo contro i veleni dell’anima e contro gli invasivi desideri individuali che stanno distruggendo i nostri ancoraggi identitari, prima su tutti la famiglia, intimo fondamento della nostra civiltà millenaria. Mentre difendo l’identità di tutti i popoli a casa propria, mi ribello nel contempo contro il crimine che mira alla sostituzione dei nostri popoli.»

Oggi ricorre l’ottavo anniversario della morte di Dominique Venner. Alla massa poco o nulla vorrà dire questo nome, ma per altri, che sulla massa marciano quotidianamente levando alte le bandiere delle patrie, Venner rappresenta uno degli ultimi e più importanti esempi di cultura e sacrificio per un’Europa che si sta scavando ogni giorno di più la propria fossa. Tra questi, oggi, vi è sicuramente CasaPound che, in un’azione congiunta in tutta Italia, questa notte, ha affisso centinaia di striscioni sui muri delle città italiane. Cpi ha ricordato il filosofo militante francese che il 21 maggio del 2013 si suicidò con un colpo di pistola nella Cattedrale di Notre Dame, a Parigi, dopo aver lasciato ai posteri una lunga lettera che, insieme al suo ultimo libro “un samurai d’Occidente”, compongono le drammatiche ma energiche note di un testamento spirituale ai giovani europei. Sull’esempio immortale di Dominique Venner tornerò ancora diverse volte in questo mio blog, ma per oggi lascio che siano le sue parole e i suoi consigli a parlare; per una formazione militante, individuale e comunitaria, tesa a riappropriarci delle nostre vite e del nostro più profondo essere, rivoluzionando noi stessi partendo dalla nostra Tradizione.

Andrea Bonazza 

Da UN SAMURAI D’OCCIDENTE 

Consiglio pratico n. 1 – Dominique Venner

Per iniziare e costruire la vostra “cittadella interiore”, prendete esempio dalla giovane berlinese del 1945 (inizio del capitolo 6): tenete regolarmente il vostro “breviario”. Così potrete vincere la decadenza provocata dall’eccesso di informazioni, l’una che scaccia l’altra, lasciando solo il vuoto. Scegliete un quadernino cucito (o a spirale), formato 17 x 10 (tascabile) o 20 x 15, duecento pagine, a quadretti. Copertina sobria e discreta (evitate i colori sgargianti e le illustrazioni stravaganti). Sulla prima pagina, scrivete accuratamente: “Breviario personale iniziato il…” Lasciate questa pagina in bianco.

In un secondo momento, quando avrete collezionato alcune illustrazioni a seconda dei vostri gusti, sarà tempo di scegliere quella che ha più significato per voi (“senza tempo”) da incollare. Numerate a mano le pagine da 1 a… Ogni volta che annoterete una riflessione, o che copierete (o incollerete) una citazione o un testo, datateli. Se incollate un ritaglio di giornale, annotate naturalmente la fonte e la data del documento. Stessa cosa se si tratta della citazione di un libro. È necessario riportare tutto con precisione sin dall’inizio. Ciò darà valore alle vostre riletture future. Conservate intatte le ultime quattro pagine del quaderno per aggiungervi un indice tematico dei testi raccolti. Da qui l’utilità di numerare le pagine.

Rileggere il proprio “breviario” alcuni mesi o anni dopo le prime annotazioni apporta un sentimento di serenità attraverso la riscoperta del meglio che abbiamo in noi stessi. È inoltre un eccellente esercizio d’osservazione dell’evoluzione dei propri sentimenti, pensieri e giudizi.

Consiglio pratico n. 2 – Dominique Venner
Ogni giorno, concedetevi alcuni minuti di lettura. Raccoglietevi, non per fuggire dal mondo, ma per ricostituire le vostre forze e fare il pieno di energia. La stessa cosa che faceva Marco Aurelio, ogni sera in campagna, dopo la marcia o il combattimento, per redigere i suoi Pensieri. Come lui, liberatevi ogni giorno, anche per pochi minuti, dalle costrizioni imposte dai molteplici obblighi quotidiani. Questo vale ovviamente anche per la madre di famiglia, soprattutto colei che lavora fuori casa e deve adempiere a tante mansioni estenuanti (per esempio andare a prendere i bambini – all’asilo, dalla babysitter, all’uscita di scuola…) dopo aver affrontato i trasporti pubblici.

Riappropriarsi un momento per sé. A casa, create una “rottura” con il mondo esterno: spegnete il cellulare, il televisore, la radio, staccate la connessione internet. Riappropriarsi del silenzio per ritrovare sé stessi. Se ne scoprono presto i benefici. Rileggere anche qualche pagina di uno dei romanzi o dei saggi preferiti, senza dimenticare le annotazioni del proprio “breviario” personale. Al momento delle vostre letture, non esitate a segnare le pagine e scrivere commenti a margine (datandoli: ci accorgeremo che a pochi mesi di distanza, interpreteremo un testo o una riflessione in modo diverso).

Se avete figli, incoraggiateli alla lettura, senza forzarli. Mettete dei libri a loro disposizione. E lasciate che si divertano, perfino con letture che vi sembrerebbero prive di interesse. Le letture “serie” arriveranno a tempo debito. L’importante è sviluppare la loro confidenza per i libri.

Praticate con i bambini la lettura ad alta voce. Questo ravviverà il loro piacere dei testi e contribuirà a tessere tra loro e voi un legame molto forte. È anche un modo per tenerli lontani dalla televisione, o dagli stupidi videogiochi.

Quando viaggiate, non dimenticate mai di portare con voi uno o due libri che vi sono cari, romanzi, saggi, opere storiche varie, memorie del tempo passato… Il solo fatto di pensare al libro che vi aspetta, è già come respirare di sollievo al termine di una giornata spossante. Un libro amato consente di isolarsi ovunque dall’agitazione o dalla bruttezza, nella sala d’aspetto di un ufficio come nella folla di una stazione.

Consiglio pratico n. 3 – Dominique Venner
Qualunque sia il vostro sesso, trarrete beneficio nel praticare regolarmente uno sport un po’ intenso all’aria aperta o (e) uno sport da combattimento. Questo vi manterrà in forma. Inoltre, scoprirete qualcosa di importante: la decadenza circostante non significa che ci sono più bassezze, idiozie o vigliaccherie che in altre epoche, vuol dire che sono proprio queste a dare il tono.

Nella pratica degli sport estremi, vedrete che l’energia, il coraggio o la tensione verso l’eccellenza non hanno mai totalmente abbandonato la nostra società malata. Queste qualità sono presenti anche laddove non le immaginiamo, negli strati invisibili di attività professionali o famigliari, nelle discipline esigenti, come la danza classica o l’equitazione. Soventemente, questa buona salute naturale non si accompagna con alcuna consapevolezza delle poste in gioco superiori. È stata trasmessa in seno a una professione, a una famiglia, a una disciplina artistica o sportiva. Sono “giacimenti” di buona salute in un universo malato. Risorse su cui potrà basarsi una rinascita.

Consiglio pratico n. 4 – Dominique Venner
Non lasciate trascorrere una settimana senza andare a camminare nella foresta o nella natura ancora quasi selvaggia, o perlomeno in un parco urbano non inquinato. Tutte le regioni di Francia e innumerevoli regioni d’Europa sono propizie a questi ritiri nella natura, lontano dai miasmi della città. Potete scegliere una passeggiata anche breve, o una vera e propria escursione, l’importanza sta nella rottura, nell’odore dei boschi, del suolo, dei colori, nell’attenzione verso gli alberi e le piante che seguono le stagioni, nell’eventuale presenza di animali selvatici di cui rispettare scrupolosamente la tranquillità. Non si parla dentro la foresta. Nessun grido. Ci si immerge nello splendore, nel silenzio e nella poesia.

Se vi trovate in città per qualsiasi motivo, all’uscita di una riunione di lavoro logorante, piuttosto che seguire il gruppo dei colleghi che vanno a bere qualcosa (potrete raggiungerli più tardi), ritiratevi un attimo. Idealmente in un giardino pubblico (deserto) o una chiesa. Non è necessario essere cristiani praticanti per entrarvi. La calma, il silenzio e la bellezza architettonica fanno di una chiesa un luogo di ritiro benefico. Le chiese europee testimoniano ammirevolmente del genio dei nostri popoli, come i templi antichi e tanti altri monumenti. Lo scopo non è assistere a una funzione religiosa che potrebbe perturbare la vostra meditazione. Sedetevi a lato, in modo da lasciarvi penetrare dal silenzio che rompe con la trivialità del mondo esterno. In una chiesa, possiamo naturalmente anche leggere in modo discreto dei testi profani.

Consiglio pratico n. 5 – Dominique Venner

È bene pensare e parlare dell’Europa, unione di popoli e civiltà. È ancora meglio – e perfino indispensabile – vivere davvero l’Europa stringendo legami personali, oltrepassando le abitudini e le barriere linguistiche. Via Internet e (o) zaino in spalla, come i Wandervögel di altri tempi, partire per conoscere e ragazzi e le ragazze della nostra grande patria europea. Riscoprire anche i nobili luoghi della nostra civiltà in occasione di “pellegrinaggi” tra amici o in famiglia: Stonehenge, Delfi, la foresta di Brocelandia, Toledo, Alesia, Mont Saint Michel, Salisburgo, Bayeruth, Sils-Maria…

Ogni pellegrinaggio implica lo sforzo e il piacere di camminare zaino in spalla per vari giorni attraverso una natura bella e libera. Certo, questi punti d’interesse sono spesso diventati trappole turistiche. Ma, giocando sulle date e gli orari, si riesce tuttavia ad evitare la folla. Niente vieta di creare inoltre il proprio pellegrinaggio a partire dai sentieri escursionistici turistici. Se non conducono tutti a Roma, condurranno a siti che avrete eletto per la loro bellezza, il loro aspetto selvaggio e i ricordi accumulati.

Consiglio pratico n. 6 – Dominique Venner
Coltivate la bellezza per voi stessi. La bellezza non è una questione di soldi né di consumo. Risiede in tutto e soprattutto nei piccoli dettagli della vita. Viene offerta gratuitamente dalla natura: poesia delle nuvole in un cielo limpido, crepitio della pioggia sul telo di una tenda, notti stellate, tramonti, i primi fiocchi di neve, i primi fiori del giardino, i colori della foresta… Se la bellezza della natura ci viene offerta, quella che creiamo nella nostra vita richiede impegno e attenzione. Ricordarsi che non vi è bellezza (né gioia) senza armonia dei colori, delle materie, delle forme e degli stili.

Ciò è vero per la casa, i vestiti e i piccoli accessori quotidiani. Bandire le materie sintetiche e la plastica in favore delle materie naturali. Non vi è neanche bellezza senza cortesia nei rapporti con i prossimi e i meno prossimi (eccetto i maleducati). L’estetica fonda l’etica. Non vi è bellezza senza rigore morale e fisico. Tenete per voi le pene e le seccature, quelle del cuore, del corpo, del lavoro o dei fine mese difficili. Sarete stimati per la vostra discrezione e per la piacevolezza della vostra compagnia.

Consiglio pratico n. 7 – Dominique Venner
Ritrovate i riti europei che scandiscono l’anno, in particolare le feste comandate, associate ai cicli della natura. Troverete piacere nel creare il vostro personale almanacco annotando sistematicamente con la loro data i ricordi storici memorabili che scoprirete a seconda delle vostre letture. Disporrete così di simboli per ogni giorno dell’anno. Un’altra idea feconda sarebbe quella di creare il vostro personale libro di famiglia in cui registrare informazioni sui vostri diretti avi, senza dimenticare foto o vecchi documenti. In quel libro, segnerete ovviamente un albero genealogico che arricchirete a poco a poco.

Striscione affisso a Bolzano

“Insorgi contro il fatalismo”: CasaPound ricorda in tutta Italia l’esempio e il sacrificio di Dominique Venner a 8 anni dalla morte.

«Giunto alla sera di questa vita, di fronte a pericoli immensi per la mia patria francese ed europea, sento però il dovere di agire finché ne ho ancora la forza. Credo necessario sacrificarmi per rompere il letargo che ci opprime. Offro ciò che resta della mia vita con un intento di protesta e di fondazione. Scelgo un posto altamente simbolico, la cattedrale di Notre-Dame di Parigi, che rispetto e ammiro, perché fu costruita dal genio dei miei avi su luoghi di culto più antichi, che ricordano origini immemorabili».

Dominique Venner, 21 maggio 2013

Riva del Garda
Trento