19 Settembre 2021

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Zaino in spalla da Montalto di Castro, l’antica Castrum Montis Alti

Questa mia nuova avventura pre-solstiziale comincia con qualche giorno a piedi tra la Maremma e la Tuscia viterbese. Con un pizzico di nostalgia per la vita militare, passo dopo passo porto con me il mio vecchio zaino alpino, affardellato con 35chili di materiale per dormire all’addiaccio, un paio di libri su religiosità, storia e cammini degli Etruschi, e “razioni K” per pranzi e cene dinamiche funzionali ad ottenere leggera energia per una marcia di 20/30 chilometri al giorno sotto il sole di giugno. La prima località in cui approdo in questo nuovo cammino è Montalto di Castro, primo centro abitato del viterbese giungendo dalla Toscana.

Montalto è un paese di novemila abitanti, posto su Uno sperone tufaceo, con una storia le cui origini sono tutt’oggi avvolte nel mistero. Infatti non è chiaro se la cittadina fu fondata dai Romani con il nome di Forum Aurelii con l’intento di controllare l’antica via Aurelia, dopo la vittoria militare del console romano Tiberio Coruncanio contro l’etrusca Vulcu, meta spirituale del mio cammino. Alcuni però sostengono che Montalto, all’epoca Castrum Montis Alti, fu fondata nel V – VI secolo d.C. dai ptofughi di Gravisca, città costiera romana distrutta dalle invasioni dei pirati. C’è però anche un’altra versione storica che attribuisce a Montalto la fondazione nel VIII secolo ad opera dei Longobardi di Re Desiderio ma, è solo nel 852 che troviamo la prima documentazione esatta in una bolla papale di papa Leone IV diretta al vescovo di Tuscania e che attribuisce al luogo il nome di Montis Alti.
In epoca Medievale, tra i secoli XI e XII, Montalto subirà una serie di attacchi bellici tra i quali il più famoso fu quello del 1109, da parte dei guerrieri Normanni al servizio di Papa Pasquale II contro Stefano dei Corsi. Montis Alti però diventò poi un importante porto tirrenico sfruttando le rive del vicino fiume Fiora rendendo la città fiorente dal punto di vista commerciale e agrario.
Passeggiando per la cittadina in direzione di Vulci, a un tratto si erge potente davanti a me Castello Orsini Guglielmi che, leggenda vuole, sia stato costruito, come riportavo poc’anzi, nel VIII secolo dai Longobardi di Re Desiderio, Duca di Tuscia. Fatta eccezione per le fondamenta, dell’antico castello però non rimane praticamente nulla, raso completamente al suolo dai numerosi attacchi subiti dalla città. Ciò che oggi si erge davanti a noi sono le mura e le torri edificate tra il XII secolo e il XIII, nel periodo più fiorente vissuto dal centro urbano in epoca medievale. La torre principale della struttura, quadrangolare con basamento a scarpa, racconta la sua costruzione nel 1407 ad opera dell’architetto Antonio da Sulmona su ordine di Paolo Orsini. Ma proprio con gli Orsini Montalto visse periodi di scontri e guerre fratricide tra guelfi e ghibellini che, solo con il ritorno del pontefice a Roma, ritrovarono la tranquillità tanto auspicata dalla popolazione.
Costeggiando le possenti mura del castello e varcando la porta ad ovest dello stesso, in pochi passi giungo a una terrazza panoramica con una stele dedicata ai caduti nella prima guerra mondiale di Montalto, arricchita con una seconda lapide in ricordo dei combattenti nel secondo conflitto bellico. Leggendo uno per uno tutti i nomi rappresentati sul monumento, dopo un umile presente agli eroi che caddero per la grandezza della Patria, torno a ripercorrere il mio percorso.
Scendendo una doppia scalinata marmorea che si tuffa nella via Aurelia, mi trovo davanti a una fontana in cui riempire finalmente la mia assetata borraccia. È la fontana settecentesca delle Tre Cannelle che, come riporta l’epigrafe su di essa, “il Comune di Montalto condusse a fontana, per pubblica utilità e per ornamento, La purissima e sAluberrima acqua scaturita dalla sorgente del Tufo al quinto miglio per mezzo di estesi archi, iniziati con l’approvazione di Clemente XIII e terminati con grande spesa nell’anno 1775, regnante Pio VI”.
Ri-incamminandomi lungo la via Aurelia, saluto e abbandono Montalto di Castro per attraversare il fiume Fiora sulle rovine di quello che fu un vecchio ponte, ed immergermi tra i colori estivi delle bellissime campagne della Maremma viterbese che, da adesso, mi accompagneranno per una trentina di chilometri con lo zaino in spalla, alla volta dell’antica Vulci. In marcia!
Andrea Bonazza