8 Dicembre 2021

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Riscoprendo l’antica Vulci (5) il risveglio tra lepri, volpi e lontre del parco naturale

Buongiorno! La sveglia naturale dettata dal cinguettio degli uccelli e dall’alba, con i primi raggi di sole a spuntare in direzione delle mie prossime mete, prendono pian piano il posto dei rumori notturni e dei versi e canti di animali, come cinghiali e civette, che hanno cullato il mio sonno più che meritato. Ancora con il naso immerso nel sacco a pelo a causa della fredda brezza mattutina, proprio davanti a me, a fissarmi, trovo una coppia di lepri incuriosite forse dal mio russare. I due animali non sembrano spaventati dalla mia presenza, anzi; sembrano proprio avermi preso per un essere innocuo, nuovo strano elemento di questa loro patria naturale di cui rimangono i custodi dopo il tramonto di Etruschi e Romani.
Tornando a saltellare in una danza graziata, le due lepri si allontanano e io risorgo così dal mio caldo sarcofago affrettandomi nel vestirmi. Il tempo di una lavata di faccia con l’acqua fresca della vicina fontanella, e rialzo questi 35 chili rimettendo il grosso zaino in spalla. Dopo aver acceso un incenso al mitreo, respirandone profondamente il profumo, torno a solcare il decumano massimo proprio in direzione di questa indimenticabile alba di Vulci.
La LONTRA
Ripercorrendo tra il silenzio dell’estremo mattino parte del percorso fatto appena qualche ora prima, vedendo addirittura due giovanissime volpi intente a giocare ai limiti del bosco, oltre la Porta Est entro in una piccola valle che costeggia il fiume Fiora. Ammirando il lento scorrere delle sue acque, a un tratto scorgo uno strano animale che ne risale controcorrente il corso. A prima vista sembrerebbe una grossa nutria delle dimensioni di un cagnetto ma, guardando meglio dentro l’obbiettivo telescopico della Canon, scopro che il quadrupede acquatico in realtà è una lontra. La prima lontra che abbia mai visto! La “lutra lutra” è infatti ormai una specie in via d’estinzione e rarissima in Italia, ma, come riporta un cartello che trovo poco più avanti, grazie alle ottimali e selvagge condizioni ambientali del Fiora e del parco protetto circostante, qui le lontre vengono a vivere in fuga dall’inquinamento umano, proliferando e banchettando con i pesci e i crostacei di cui il fiume è ricco.
CAVALLI E VACCHE MAREMMANE
Impossibilitato ad attraversare il Fiora a nuoto, mi accontento di vedere solamente da lontano alcune grotte rupestri che bucano la roccia sull’altra sponda del fiume. Rimettendomi in marcia trovo ancora lungo il sentiero diversi scavi archeologici e rovine di antiche civiltà perdute nel mistero delle testimonianze che ci hanno lasciato. A un tratto però, assorto nei miei pensieri sull’inesorabile declino del genere umano, mi accorgo di essere insistentemente fissato. Decine di splendidi animali, tra cavalli e vacche maremmane, seguono con nonchalance il mio passo nel loro habitat. Nel parco archeologico naturale di Vulci vivono infatti libere moltissime bestie, in completa armonia con la natura e con i visitatori. Perlomeno quelli rispettosi del luogo e cercherò quindi di evitare, da qui in avanti, anche il minimo rumore che potrebbe disturbare la loro quiete.
Andrea Bonazza (continua…)
Come sempre vi lascio in compagnia di alcune foto scattate con la mia reflex