19 Settembre 2021

AndreaBonazza.info

Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

12 agosto 1944 – le imboscate partigiane contro la Croce Rossa a Ponte Crenna

Oggi vi racconto un terribile episodio avvenuto in questa data, per mano partigiana, verso la fine della seconda guerra mondiale. Erano le 2 di notte del 12 agosto 1944 quando un gruppo di Allievi Ufficiali della GNR cadde in un’imboscata partigiana a Ponte Crenna, nell’Oltrepo pavese. Giorgio Piermattei venne crivellato da una raffica di mitra, Giuseppe Laterza e Antonio Cintoli rimasero gravemente feriti, e molti altri furono colpiti dalle raffiche antifasciste. I feriti riuscirono a far ritorno nell’abitato di Varzi solo alle 5 del mattino, dove poterono essere finalmente medicati. Laterza e Cintoli però erano feriti gravemente e furono trasportati d’urgenza verso l’ospedale di Voghera con un furgone della Croce Rossa. Ad accompagnare i due ufficiali in gravissime condizioni furono i volontari Walter Nannini, Giuseppe Reina e Giorgio Mantici, e il Marò Gabriele Roberto Moro. Ma lungo la strada statale tra Vanzi e Voghera i partigiani avevano fatto saltare con l’esplosivo i ponti della ferrovia, costringendo quindi i soccorritori a deviare lungo un sentiero sterrato molto stretto. I quattro riuscirono infine ad arrivare a Voghera per consegnare i propri camerati feriti alle cure dei medici ma, rientrando verso Varzi all’altezza di Ponte Crenna, i partigiani fecero all’autoambulanza un’altra imboscata. I volontari della RSI si difesero in ogni modo ma caddero tutti e quattro sotto i colpi dei mitra partigiani e vennero finiti a brutali colpi di ascia.

Per questa azione, i vice brigadiere Allievi Ufficiali Reina Giuseppe e Giorgio Mantici ed il milite scelto A.U. Walter Nannini, furono decorati con la Medaglia d’Argento alla memoria, su proposta dei Sottotenente Romeo Nicoli e Amedeo Ciolli, con la seguente motivazione: “Chiedeva volontariamente di assolvere un incarico che si presentava molto pericoloso. Caduto in un imboscata tesa da un forte nucleo di ribelli, resisteva eroicamente, assieme a tre camerati. Esaurite le munizioni respingeva ogni intimazione di resa difendendosi con il calcio del moschetto e con il pugnale, finché, sopraffatto dal numero, veniva barbaramente finito. Fulgido esempio di eroismo e di fede spinti fino al sacrificio supremo. Ponte Crenna (Varzi) 12.8.1944 XXII”

Le imboscate contro mezzi e volontari della Croce Rossa, già verso la fine degli anni Trenta, erano vietate dai diritti internazionali della Convenzione di Ginevra. Convenzione che però, da briganti e senza un esercito regolare riconosciuto, i partigiani italiani non rispettarono arrivando a compiere crimini vietati internazionalmente. Spesso al servizio degli americani come oggi avviene in Medioriente con l’ISIS. Oggi però, a difendere questi diritti internazionali troviamo un amalgama di ex-comunisti italiani nostalgici degli stessi criminali assassini della tanto decantata Resistenza partigiana.

Nel 2019, la stele posta a Ponte Crenna dalle SAF, il Servizio Ausiliario Femminile della Repubblica Sociale Italiana, venne distrutta dai soliti noti del nuovo antifascismo militante. Questo recente episodio dimostra quanto poco sia cambiato nella testa malata di chi, colmo di odio e nascosto dalla notte, quasi ottant’anni fa sparava ai mezzi di soccorso e oggi, con lo stesso livore, arriva a prendersela addirittura con oggetti inanimati che esprimono il ricordo dei morti. Continuate pure a cantare “Bella Ciao”…

Andrea Bonazza