19 Settembre 2021

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Sul Lago di Bolsena tra Capodimonte e Marta

Percorrendo il Lago di Bolsena con il mio nuovo amico Gigi, da Gradoli passiamo adesso alla sponda meridionale del lago arrivando a Capodimonte. Un borgo arroccato a 334 m.s.l.m. su un promontorio che si tuffa direttamente nelle acque di Bolsena. Abbiamo poco tempo per visitare Capodimonte e il buon Gigi mi porta subito all’imponente Rocca Farnese. Fatta costruire nel XI secolo dal Cardinale Albornoz, originariamente questa fortezza composta da un’unica torre a pianta quadrata fu una prigione per eretici. Nel 1510 la potente famiglia Farnese dalla quale nascerà Papa Paolo III (Alessandro Farnese) la riadattò a dimora gentilizia. Poco distante dalla Rocca troviamo la Collegiata di Santa Maria Assunta. Costruita nel XV secolo anch’essa per volere della famiglia Farnese. La facciata di questa chiesa è molto sobria, bianca e senza troppi orpelli.

Da quassù, affacciati alle possenti mura, si ha una bellissima visuale del lago con, direttamente davanti a noi, l’Isola Bisentina; la più grande tra le due isole di Bolsena, con una storia antichissima. Seguendo il mito della Terra Cava, una leggenda etrusca infatti narrava che l’isola celebrava l’ingresso al regno sotterraneo di Agarthi. Lacus Volsinii, così era chiamato, è il più grande lago di origine vulcanica dell’intera Europa e per gli Etruschi era sacro come lo era l’isola Bisentina, cuore spirituale dell’intera civiltà d’Etruria. Qui infatti i lucumoni celebravano importanti riti sacri e politici che coinvolgevano tutte le 12 città stato etrusche. Non a caso i sacerdoti etruschi avevano scelto quest’isola… qui vi era il Fanum Voltumnae, il santuario dedicato al grande dio Voltumna e molti altri templi e altari pagani le cui tracce sono giunte fino a noi anche se, purtroppo, distrutte o inglobate dalla religione monoteista. Oggi infatti, su questa isola privata si contano ben sette cappelle cristiane e la Malta del Papa, le carceri anti-eretici scavate nel sottosuolo. Tutto modellato dai cristiani come a contenere o tappare le energie che quest’oasi cela negli inferi. Poco distante da Capodimonte si trovano le rovine dell’antico centro etrusco di Monte Bisenzio. Tra l’VIII e il IX secolo a.C. Bisenzio era un importante centro con forti energie e dove ancora oggi, in una vicina grotta, si trova un colombario con scavate centinaia di urne cinerarie.
Passando adesso dai culti pagani a quelli cristiani, proprio nelle acque sotto le mura della Rocca, si vede il famoso presepe acquatico di Capodimonte. Questa installazione subacquea posta a 7 metri di profondità venne realizzata nel 1992 dall’artista Catia Cutigni e, nel periodo natalizio, richiama sul Belvedere del borgo migliaia di fedeli e visitatori.
MARTA
Spostandoci di pochi chilometri da Capodimonte arriviamo adesso a Marta, paese di 3.380 abitanti sulle rive del lago. Questo borgo di pescatori attrae per la pace che qui si respira sul lungolago da dove si ha una buona visuale sulle sue isole. Le caratteristiche case, alcune delle quali costruite in tufo, e le tante botteghe unite alla Torre dell’Orologio che svetta nei suoi 21 metri, danno un tocco di lento fascino a questo luogo davvero suggestivo. Arrivando davanti al Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, chiedo all’amico Gigi di concedermi qualche istante di raccoglimento, per un doveroso presente ai nostri avi morti in combattimento affinché l’Italia viva riconquistando i suoi confini naturali. Questo monumento che raffigura un fante del Regio Esercito Italiano, venne scolpito dallo scultore Giuseppe Ciocchetti per conto del Comune di Marta nel 1926, “a onore e gloria dei prodi e valorosi martani” come testualmente cita l’iscrizione su di esso.
Andrea Bonazza