8 Dicembre 2021

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Dall’Italia all’Afghanistan, nel nome di Massoud onore ai leoni del Panjshir

“E se dovessi morire a causa delle idee che ho difeso durante tutta la mia vita, non voglio che piangiate, né che il vostro cuore abbia un tremito.”

Oggi ricorre il ventesimo anniversario della morte di Ahmad Shah Massoud, l’eroe afgano comandante dell’Alleanza del Nord che combatté contro comunisti sovietici e talebani. Di Massoud vi avevo già parlato in articoli precedenti anche perché rimane una delle figure più grandi del XX secolo. Carismatico guerriero e politico nella concezione più nobile del termine, il Leone del Panjshir venne ucciso in un agguato da due terroristi travestiti da giornalisti belgi il 9 settembre del 2001, a soli due giorni dall’attacco alle torri gemelle, proprio mentre avvertiva il mondo intero sui pericoli del fondamentalismo islamico e delle sue derivazioni talebane. Oggi, davanti a un Afghanistan sconfitto dalla conquista talebana, davanti alla ritirata americana e della Nato, noi militanti di CasaPound lo abbiamo voluto ricordare sostenendo quei pochi uomini liberi, patrioti afghani come il suo stessofiglio, che nel Panjshir ancora stanno combattendo nel suo nome. Anche oggi che i barbari talebani entrano in Panjshir e profanano vilmente la tomba del più grande e ultimo eroe di Afghanistan.

Andrea Bonazza 

Striscione a Bolzano

CasaPound: striscioni in tutta Italia per onorare i combattenti afghani del Panjshir nel nome di Massoud

Roma, 09 settembre – “Nel nome di Massoud onore ai leoni del Panjshir”, questo il testo dello striscione affisso da CasaPound Italia in più di 100 città italiane per ricordare, a venti anni dal suo assassinio, Ahmad Shah Massoud, l’eroe afghano che si era battuto per impedire l’invasione della sua terra da parte dell’Armata Rossa, poi delle milizie talebane e infine degli eserciti della NATO.

Striscione a Trento

“Abbiamo voluto rendere in questo modo onore ai soldati del Panjshir che, raccolta l’eredità di Massoud, stanno combattendo contro le milizie talebane tra le montagne dell’Afghanistan. – afferma CasaPound Italia in una nota – Tutto l’Afghanistan si trova a vivere una fase di profonda crisi, caratterizzata da un intreccio di accordi spregiudicati e tradimenti ignobili, cui si aggiunge il nuovo tentativo di invasione da parte del Pakistan. Di fronte a questo scenario, questi soldati, tra cui il figlio dello stesso Massoud, hanno deciso di scegliere la via del sacrificio nel nome del loro popolo, anche senza il sostegno della comunità internazionale che, invece, preferisce aprire canali di dialogo con i tagliagole talebani. Con la loro eroica resistenza hanno e stanno mostrando al mondo intero cosa vuol dire donare la propria vita, combattendo per la Patria, anche quando questa è un pezzo di terra dura, impervia e lontana dagli occhi dei salotti buoni occidentali”.