19 Settembre 2021

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Profanate le tombe del Barbarigo ma non ne oscurerete mai le gesta immortali

A 77 anni dallo sbarco angloamericano di Anzio, la guerra a Nettuno non sembra ancora finita. Dopo che nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha rimosso l’ara dedicata ai martiri delle foibe, asportando la relativa targa, ieri, alle prime luci dell’alba, al Campo della Memoria è stata fatta l’ennesima vergognosa scoperta. Nella notte ignoti hanno profanato le tombe di due caduti della Seconda guerra mondiale, appartenenti al glorioso Battaglione Barbarigo, provando a trafugare anche una terza salma abbandonata però davanti ai loculi funerari. È difficile riuscire a comprendere quale infame avvoltoio può aver compiuto una simile azione; più che ai soliti rabbiosi antifascisti mi verrebbe da pensare a qualche beccamorto al soldo di stravaganti congreghe massoniche, ma fin’ora, sull’orribile vicenda, regna il buio più completo. Certo è che, anche rubando i cadaveri degli eroi del Barbarigo, questi vigliacchi non riusciranno comunque mai a seppellire l’immortalità delle gesta dei migliori spiriti guerrieri che donarono la propria vita per l’onore d’Italia. Nonostante il vergognoso silenzio mediatico, in Loro tributo, questa notte, noi di militanti di CasaPound abbiamo affisso in Trentino Alto Adige così come in tutta Italia uno striscione dal testo eloquente. Un tributo agli eroi che ci consegnarono quel testimone sacro che a nostra volta consegneremo alle future generazioni. Decima! Evviva il Battaglione Barbarigo!

Andrea Bonazza 

Tombe dei caduti profanate a Nettuno, striscioni di CasaPound in tutta Italia: “gesto infame e vigliacco”

Roma, 11 settembre – “L’identikit dei codardi è da sempre lo stesso: infami senza onore! A Nettuno Barbarigo non si arrende”, questo il testo dello striscione affisso in più di cento città da CasaPound Italia, in riferimento alla profanazione delle salme dei caduti del Battaglione Barbarigo, sepolti al Campo della memoria di Nettuno.

“Solo vigliacchi e codardi potevano compiere un gesto tanto infame e non è difficile trovarne i mandanti morali, gli stessi che nei salotti buoni della sinistra borghese si indignano di fronte alle immagini dei talebani che profanano chiese e cimiteri ma tacciono compiacenti quando la stessa cosa succede a pochi metri dai loro consigli comunali. – si legge in un comunicato diffuso da CPI – Il silenzio del mondo politico di fronte a uno scempio del genere è inqualificabile e ingiustificabile: chi tace diventa complice di chi ha materialmente compiuto l’atto. Vero è che non ci aspettiamo molto da parte di chi ha fatto rimuovere una targa dedicata ai martiri delle Foibe perché la frase di Dante Alighieri che vi era incisa viene giudicata troppo “guerrafondaia”. Da parte nostra, vogliamo ricordare a questi pagliacci che non basta certo frantumare una lapide e rubare le spoglie di un caduto per annientare uno spirito che vive da millenni: seppur morti, loro ardono, al contrario di voi, gusci vuoti fabbricati in serie da una società già morta”.