25 Ottobre 2021

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Alla Cattedrale di Reggio Calabria risorta dopo il terremoto del 1908

Visitando Reggio Calabria, zigzagando tra i cumuli di immondizia abbandonati un po’ ovunque senza che l’amministrazione intervenga realmente tranne quando sollecitata dal comitato cittadino “Reggio Respira”, mi allontano dal degrado delle vie limitrofe per fermarmi nell’ordine architettonico della centralissima piazza del Duomo. Rimango stupefatto dinnanzi al bagliore emanato dal marmo bianco della Basilica della Cattedrale Metropolitana di Maria Santissima Assunta in Cielo, questo il suo vero e lunghissimo nome; Un edificio religioso in stile neoromanico-eclettico che domina il centro storico di Reggio e non solo… La Cattedrale è infatti la madre dell’Arcidiocesi di Reggio e la chiesa più grande dell’intera Calabria, misurando internamente 94 metri di lunghezza, 22 di larghezza e 21 di altezza. La storia della Cattedrale è contraddistinta da vicissitudini legate, alla Chiesa di Roma prima, a quella greco-bizantina poi, e infine all’avvento normanno nel 1061 e alla successiva restituzione all’influenza latina. Ma il burrascoso passato di questa chiesa affronta anche diversi rifacimenti a causa di terremoti, guerre e saccheggi, alcuni dei quali ricordati dalla lapide del 1632 posta sulla parete della navata laterale destra.

La struttura attuale di questo luogo di culto lo si deve oggi all’architetto Padre Carmelo Angelini che tra il 1917 e il 1928, ricostruì la Cattedrale dopo il catastrofico terremoto del 1908. Tecnologicamente avanzata per quegli anni, lo scheletro della chiesa venne edificato in cemento armato, sopraelevato rispetto alla prospiciente piazza, cui si raccorda con una scalinata di 10 metri di profondità sulla quale sono collocate le due bellissime statue di San Paolo di Santo Stefano da Nicea, entrambe scolpite nel 1934 dallo scultore Francesco Jerace.

Molto belle sono anche le ampie e luminose vetrate policrome con raffigurazioni sacre, mentre, sulla facciata divisa in tre settori da quattro torrette, spiccano i tre portali di bronzo del 1988: il Portale sinistro è dedicato alla “Madonna della Consolazione” di Biagio Poidimani, il Portale destro all’ “Apostolato di Paolo” di Nunzio Bibbò, ed il Portale centrale è dedicato a “Maria Ss. Assunta” di Luigi Venturini. Tra le opere di pregio custodite all’interno dell’edificio troviamo invece: sacelli di Vescovi  cinque-secenteschi; Pergamo del 1902 e Medaglione di Francesco Jerace; Altare Maggiore, due amboni e due acquasantiere di Concesso Barca del 1929; Cattedra di Alessandro Monteleone del 1950; Altare basilicale ellissoidale marmoreo, fasciato da bassorilievo continuo in bronzo di Antonio Berti del 1970; pregevole Crocefisso ligneo a tutto tondo del XVIII secolo, nella terza Cappella laterale destra; tele ottocentesche nelle Cappelle del Presbiterio: del Crestadoro “L’Assunzione della Vergine”,  e del Minaldi  “La consacrazione episcopale di Santo Stefano da Nicea”, del 1823; Battistero in bronzo argentato con coperchio del 1818; nonché dalle pregevoli decorazioni pittoriche delle pareti, dei transetti, delle volte e delle absidi. Di particolare rilievo c’è sicuramente la Cappella del Santissimo Sacramento risalente al 1539, decorata da intarsi marmorei e da una tela del Marolì del 1665, trasferita dal vecchio sito nella nuova cattedrale, rappresenta un raro esempio di Barocco in  Calabria meridionale e oggi dichiarata monumento nazionale.

Oltre però all’architettura e alle meravigliose opere custodite nelle sue chiese, l’Italia meridionale è famosa in tutto il mondo soprattutto per le folcloristiche tradizioni legate al culto dei Santi e delle reliquie. La devozione alla Madonna della Consolazione, patrona principale della Città, porta ogni anno migliaia di fedeli, dal secondo sabato di settembre all’ultima domenica di novembre, ad entrare nella Cattedrale per ammirare il quadro del 1547 di Nicolò Andrea Capriolo, che raffigura la Vergine in trono con in braccio il Divin Figlio, affiancata dai Santi Antonio da Padova e Francesco d’Assisi. Secondo la credenza quest’opera è miracolosa e molto venerata dai Reggini che, in una processione solenne, da novembre a settembre viene poi riportato nella sua Basilica dell’Eremo.

Andrea Bonazza 

Foto: Andrea Bonazza, Reggio Calabria, agosto 2021