8 Dicembre 2021

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Anche quest’anno a Venezia nel nome di Ezra Pound

Tornare a Venezia il primo novembre in ricordo del grande poeta Ezra Pound, per la ricorrenza della sua morte, oltre ad essere un atto dovuto al nume che ispirò e ispirerà sempre il nostro movimento, è un momento di grande solennità e cameratismo vissuto annualmente dalla comunità militante di CasaPound Italia. Scesi dal traghetto sull’isola cimiteriale di San Michele, attraversiamo il vecchio cimitero fino al campo evangelista che custodisce le spoglie di Pound. Disponendoci ordinatamente in un cerchio di oltre 50 militanti, col mio inseparabile amico Maurizio Puglisi Ghizzi ascoltiamo le armoniose parole del Cantos 1 di Pound mentre, uno alla volta, giovani e anziani, uomini e donne, depongono rose rosse sulla lapida del poeta.

Poi scendemmo alla nave
E la chiglia tagliò il mare divo,
Drizzammo l’albero e le vele della nave negra,
A bordo portammo pecore e i corpi nostri
Carchi di lacrime, e il vento in poppa
Ci avviò con panciute vele,
Di Circe benecomata arte fu questa.
Poi sedemmo sulla nave, correndo col vento
A vele tese sino a sera.
Spento il sole, ombra sull’oceano,
Noi venimmo al limite delle acque profonde,

Alla terra dei Cimmeri, e città popolose,
Sovra tessuta nebbia fitta, mai strale
Di sole la trafigge,
Né rotando alle stelle, né tornando dal cielo,
Notte fosca copre quella misera gente.
L’oceano in moto contrario, noi venimmo al luogo
Predetto da Circe.
Qui Euriloco e Perimede compìero riti,
Traendo la spada dal fianco
Scavai il fosso di un cubito quadro;
Ad ogni morto spargemmo libagioni,
Idromele, poi vin dolce, acqua con bianca farina.
Molte orazioni mormorai sulle inferme teste dei morti:
Come d’uso, giunto a Itaca, i migliori bovi
Sacrificherò, ammassando beni sulla pira,
E al solo Tiresia un nero campàno.
Sangue scuro scorreva nella fossa,
Anime dall’Erebo, morti cadaverici, schiere
Di giovani e di vecchi provati dagli affanni;
Anime improntate di fresche lacrime, blande fanciulle,
Uomini molti, dalle teste tartassate da lance di bronzo,
Predati in guerra, ma pur recanti sanguinose armi,
Mi s’affollarono intorno, urlando,
Impallidii, gridai ai miei uomini per altre bestie,
Trucidarono i Greci, pecore colpiron con bronzo;
Versai unguenti, invocai gli dèi,
L’immane Plutone, lodai Proserpina,
A spada sguainata
Allontanai gli impetuosi ed impotenti morti.
Fino ad udir Tiresia.

Venezia, 1 Novembre 2021 – Come ogni anno i militanti di CPI si sono recati questa mattina presso il cimitero di San Michele a Venezia, dove è sepolto Ezra Pound insieme alla sua amata Olga Rudge.
Sono stati ricordati con una deposizione di rose rosse e la lettura di due cantos del poeta e un testo estratto dal libro “Olga Rudge & Ezra Pound” scritto da Olga.
L’ultima nota scritta da Olga sul diario di una vita fu questa: “penso ai miei morti, sono più belli dei vivi. C’è molto da dire sulla morte… É un setaccio, le scorie scivolano via. Sono felice di credere nella vita eterna, Amen – CARO!”