8 Dicembre 2021

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Tra Cerveteri e Arezzo raccontando l’Armenia di Sol.Id Onlus

Di ritorno da un fine settimana vissuto tra le due nuove tappe etrusche del nostro tour, per raccontare la missione armena di Solid Onlus, mi ritrovo ancora una volta in treno con un grande sorriso stampato in volto ripensando ai bei momenti condivisi con i volontari tanto nelle missioni all’estero quanto in Italia. Oltre alla grande ospitalità riservataci dalle comunità di Cerveteri e Arezzo, anche in questo fine settimana l’obbiettivo prefissato dall’associazione è stato raggiunto. Introdotti alle conferenze dall’amico Claudio Stefani a Cerveteri, nella bella sede de il Pattuglione, e dal giovanissimo  Francesco Casini nel gigantesco Spazio Lacerba di Arezzo, con il vicepresidente di Sol.Id Alberto Palladino e il mio compagno di avventure Guglielmo Pannullo, abbiamo raccontato la nostra esperienza in questa lontana terra affascinante e martoriata. Dopo aver spiegato l’antica storia armena, l’attuale e complessa situazione geopolitica del Caucaso, e dopo essere entrati nel vivo della scorsa missione estiva con aneddoti emozionanti vissuti a ridosso del fronte tra Armenia e Azerbaigian, agli aperitivi solidali in molti hanno contribuito con generose donazioni ai progetti di Sol.Id Onlus in aiuto ai villaggi di confine del Gegharkunik. Come sempre l’interesse da parte del pubblico non è mancato; tra domande relative sia alla situazione politica e bellica della zona interessata, sia alle nostre future iniziative a sostegno della popolazione locale. Molto successo hanno raccolto le nostre idee per ristrutturare il vecchio edificio scolastico del villaggio di Ayrk, dove 60 bambini studiano tra i vetri rotti di vecchie finestre e pavimenti strutturalmente provati da intemperie e artiglieria azera. Ringrazio davvero tanto gli amici di Cerveteri e Arezzo per l’ospitalità e le bellissime ore passate insieme. Li ringrazio soprattutto perché mi hanno dato modo di tornare con nuovi insegnamenti; culturali e di vita. D’altro canto sono davvero contento di essere riuscito io a trasmettere un po’ di amore armeno negli sguardi incuriositi dei partecipanti. Se nell’avvelenato mondo occidentale concetti ancestrali come quelli di Patria, identità e coraggio sono ormai chiusi nel baule impolverato della storia, rincuora trovarli ancora in uomini e donne il cui spirito identitario non si è mai afflosciato. In Italia come in Armenia. Oggi è proprio da questi esempi “poveri”, colti da popoli lontani in lotta per la propria libertà e autodeterminazione, che dobbiamo tornare a riflettere sulle vere ricchezze della vita. Ricchezze assai lontane dalla bigiotteria scontata su Amazon nel mondo turbocapitalista. Ma ricchezze sane e ineguagliabili, con radici ben profonde che ci permettono di rimanere in piedi tra tempeste di venti avversi.

Per il prossimo appuntamento con la solidarietà per l’Amenia vi aspetto questo sabato, 13 novembre, a il Bastione di Parma in via Toscana 58/1.

Andrea Bonazza