8 Dicembre 2021

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Stasera alla Rockaforte ricordando le SAF della RSI

Nell’era del femminismo isterico, questa sera alla Rockaforte di Bolzano parleremo delle S.A.F., il corpo femminile del Servizio Ausiliario che si arruolò nells RSI dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43. Una pagina tanto gloriosa della storia d’Italia quanto scomoda per il progressismo che vanta un femminismo cieco e rivolto unicamente al dogma di una sinistra arcobaleno. Queste donne furono le prime ad indossare la divisa grigioverde e a partire per il fronte in aiuto ai loro fratelli in camicia nera.

“…Ci avevano sorretto con le parole e l’amore durante la guerra nel cielo russo o di Grecia, tra le sabbie infuocate d’Africa nell’impari lotta nei cieli e dei mari… ma dal 18 aprile’44 divisero con noi le sofferenze, le fatiche, i rischi e le miserie della guerra in parità di dedizione alla Patria – volontarie fra i volontari, soldati fra i soldati”.
Piccola Caprera, aprile 1992
Volontari Regg. GG.FF. Africa Sett. 1940-1943

𝘼𝙢𝙤𝙧𝙚, Amore, era soprattutto amore, quello che ha spinto migliaia di ragazze ad aderire dopo l’infame otto settembre 1943 alla Repubblica Sociale Italiana. L’Italia era invasa, allo sbando, umiliata di fronte al mondo intero. Andava riscattata. Il corpo militare del SAF – Servizio Ausiliario Femminile, primo reparto in grigio verde di sole donne nel nostro paese, ha dimostrato cosa voglia dire proprio “essere donna”, senza quote rosa o decreti legge pietosi, ma con coraggio e amore di Patria. Ne parleremo in conferenza questa sera, martedì 23 novembre alle ore 20.30, con le amiche Alice Ardolino e Floriana Lusetti delle Ragazze di Peschiera, presso lo spazio sociale Rockaforte in via Cesare Battisti VIII a Bolzano. 

Italia! Un amore incondizionato. Un grido esploso contro i propri aguzzini. Un giuramento incorniciato da un distintivo cucito sull’uniforme grigioverde con un bacio all’amore più grande; una bandiera vilipesa da cui lavar via la sudicia macchia del disonore.

Italia sono state anche e, passatemelo, soprattutto, le giovanissime ausiliarie della Repubblica Sociale Italiana. Ragazze appena o non ancora maggiorenni che scelsero di riscattare l’onore di una patria tradita dopo che monarchi e governanti stesero il tappeto rosso all’invasore, prima nemico, voltando le spalle e le armi contro coloro che, con e anche per l’Italia, fin lì avevano combattuto.
“Italia! – testimonianze al femminile di puro, incondizionato, spontaneo amor patrio” è un libro di 90 pagine che raccoglie esperienze ed emozioni vissute in prima linea dalle sue protagoniste; le ragazze del Servizio Ausiliario Femminile arruolate volontarie nella RSI e nella Decima MAS che, ancora oggi, dopo quasi un secolo, si incontrano al Museo Reggimentale della Piccola Caprera e non hanno mai smesso di credere e obbedire ad una fede immortale alla quale hanno dedicato l’intera vita.
Curato da “Le Ragazze di Peschiera”, un gruppo variegato ma coeso di giovani donne di questi tempi, il testo documenta per noi e per i posteri quelle testimonianze che fino ad oggi non hanno trovato spazio e rispetto sui libri di storia, scolastici in primis.
Cos’è stato per queste giovani italiane l’amor patrio? Cosa le ha spinte a desiderare e bramare la divisa? Quali furono i loro valori e come formarono il proprio carattere così devoto e intransigente? Sono solo alcune delle domande alle quali queste donne straordinarie hanno risposto in modo tutt’altro che scontato; antico forse, qualcuno potrà dire… ma dopo aver letto questo libro vi garantisco che di antico, in realtà, vi è solo la sincerità, l’umiltà e la generosità di chi risponde senza doppi fini se non quello del proprio senso del dovere verso i camerati e una nazione in perenne ostaggio di Giuda moderni e falsari della storia.
I racconti di Paola, Rosanna, Fiamma e Lea descrivono, con invidiabile lucidità e memoria momenti infinitamente drammatici e aneddoti in grado di strappare il sorriso più dolce anche all’uomo più ruvido, ripercorrendo le tappe più significative di quel biennio maledetto, 1943-1945, che vide i migliori figli della nazione correre incontro alla morte per un vivere più grande.
Pillole di storia mescolate ad antidoti attuali contro i virus che infettano i nostri giorni; come l’inutilità di un femminismo sterile e fine a sé stesso, dinnanzi alla grandezza di un’altro tipo di emancipazione che diviene solida virtù femminile in un’ordine naturale e sociale perfettamente consapevole.
In questo libro le ragazze di Peschiera hanno unito per noi anche le testimonianze di quelle donne “andate avanti”, donne che, combattendo per migliorarlo, hanno lasciato un mondo sempre più diverso e lontano da tradizione ed etica. Un nuovo mondo i cui falsi eroi, in alcuni casi, hanno commesso contro i loro corpi e le loro anime brutalità inenarrabili. Campi di concentramento alleati, prigioni, fucilazioni e spietati tribunali partigiani. Barbari colmi di odio fratricida ai quali istituzioni e storiografia ufficiale hanno appuntato sui petti le medaglie insanguinate di una Resistenza che, dietro la bistrattata parola “libertà”, cela una violenza cieca responsabile di stragi e crimini della peggiore specie.
Ma le pagine di “Italia” parlano soprattutto di quella gioia e quell’amore che hanno unito le ausiliarie del SAF in un’avventura intrepida al fianco dei propri camerati; a volte contravvenendo agli ordini dei propri genitori per obbedire religiosamente a un sogno e una Legge più grande. L’Italia.
Esperienze altissime nella loro umiltà, di vite giunte fino a noi con lo stesso spirito che le trovava al fronte nella seconda guerra mondiale. Uno spirito di corpo che ha fuso i loro cuori in un’unica fiamma, mai spenta e che deve necessariamente essere consegnata quale testimone alle nuove generazioni. Affinché vi sia finalmente giustizia storica nel raccontare quegli eventi e perché – come diceva Pound – questo nostro mondo non perda coraggio.
Andrea Bonazza