18 Gennaio 2022

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SE un uomo si riconosce in una poesia di Kipling

In questa preparazione solstiziale sto leggendo un illuminante libro consigliatomi da un camerata di Fons Perennis. “Essere un Uomo” è stato scritto verso la fine degli anni Novanta da un autore misterioso che si è firmato con lo pseudonimo di O. de’ Rampazi. È un testo ispirato agli scritti di Julius Evola e che impone il ragionamento su noi stessi, le nostre debolezze e le nostre forze, indicando le vie tradizionali per riconquistare le nostre vite e raggiungere le più alte Vir-tù dell’uomo. Ma del libro in sé, nello specifico, ve ne parlerò più avanti; ciò che mi interessa invece oggi sottoporvi è un bellissimo scritto di Rudyard Kipling contenuto in esso. Per chi non conoscesse Kipling, egli è l’autore britannico di numerosissimi romanzi, e non solo, che hanno fatto la storia della letteratura del XX secolo. Capitani coraggiosi, Il libro della giungla, Kim, Il fardello dell’uomo e molti altri, tra i quali, ci tengo a nominare: La guerra delle montagne, dove Kipling nel 1917 racconta la sua esperienza con gli Alpini sul fronte italiano. Ma veniamo adesso a “Se”, questa magnifica poesia di Kipling che rappresenta, molto più di mille noiosissimi scritti di sociologia progressista, quali sono le vere virtù dell’essere Uomo.

Andrea Bonazza 

SE

Se puoi mantenere la calma quando tutti intorno a te la stanno perdendo e a te ne attribuiscono la causa, se puoi fidarti di te stesso quando tutti dubitano di te ed essere indulgente verso chi dubita.

Se puoi aspettare e non stancarti nell’attesa, mantenerti retto quando la falsità ti circonda, non odiare quando sei odiato e, malgrado tutto questo, non apparire troppo buono nè parlare troppo saggio;

se puoi sognare e non abbandonarti ai sogni, se puoi pensare e non perderti nei pensieri.

Se puoi affrontare il trionfo ed il disastro e trattare ugualmente questi due impostori.

Se puoi sentire la verità che hai detto trasformata dai cattivi per trarre in inganno gli ingenui, vedere infranti gli ideali cui dedicasti la vita e resistere e ricostruire con strumenti logori.

Se puoi fare un fascio di tutte le tue fortune e giocarle in un colpo di testa o croce, perdere e ricominciare da capo senza mai dire parola di quanto hai perso.

Se puoi costringere cuore, nervi, muscoli a resistere anche quando sono esausti e così continuare fino a quando non ci sia altro di te che la volontà che dice ad essi: resistete.

Se puoi crescere in dominio di te stesso e mantenerti onesto, avvicinare i grandi, non disdegnare gli umili.

Se ti curi di tutti ma di nessuno troppo.

Se puoi colmare l’inesorabile minuto con sessanta secondi di opere compiute, tuo è il mondo e tutto ciò che è in esso; e, quel che più conta, sei un uomo.

𝓡𝓾𝓭𝔂𝓪𝓻𝓭 𝓚𝓲𝓹𝓵𝓲𝓷𝓰