5 Luglio 2022

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

Una giornata da reietto tra freddo e obbligo di Greenpass

Sono per strada dalle 8 di questa mattina lavorando ai mercatini di Natale di Asti.
Dopo 11 ore al freddo entro in un bar per bere un tè caldo.
La barista mi chiede molto gentilmente il Greenpass e quando le porgo il codice Qr del tampone, la stessa, imbarazzata, mi dice che purtroppo non è valido e per che legge non posso stare seduto.

Per-legge-non-posso-stare-seduto!

Capisco le sue difficoltà e mi rialzo spiegandole che non si deve preoccupare in quanto lei fa solamente il suo lavoro e che sono ben altri i pazzi criminali con la merda nel cervello che ci hanno portato a tutto questo.
E, ancor più di loro – esclamo ad alta voce girandomi e squadrando la gente che borbottava – ancor più di loro sono gli eunuchi coglionazzi che danno orgogliosamente corda ad un sistema di carcerieri che ci sta portando alla rovina più di qualsiasi virus.

Come in uno strano esperimento sociologico cambia allora il clima del bar e ne nasce una curiosa discussione che coinvolge gran parte del locale in cui, i presenti che un attimo prima borbottavano, si dissociano dalle imposizioni del governo con le solite irritanti frasi trite e ritrite:

“Draghi è bravo ma è circondato da incapaci”
“Il virus c’è ma forse non è poi così grave”
“Hai visto i morti in Finlandia anche se erano vaccinati?”
“Adesso ci troveremo anche senza Polizia”
“Dicono però che per pasqua saremo di nuovo liberi”
Etc, etc, etc…

LIBERI.
Siete davvero sicuri di esserlo mai stati?

Pago il mio tè, lascio la mancia alla cameriera, e me ne torno al freddo tra i reietti di questa nuova società malata, lobotomizzata e perennemente tenuta al guinzaglio.

Andrea Bonazza