25 Maggio 2022

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Social-Blog ufficiale di Andrea Bonazza

A Damasco in onore al Generale Soleimani nel giorno del suo assassinio

La stessa notte in cui venne assassinato il comandante delle Forze Al-Quds, il Generale Hajj Qassem Soleimani, mi trovavo con i volontari di Sol.Id Onlus proprio nel quartiere sciita di Damasco. Ricevuta la notizia ci recammo al colossale monumento del Milite Ignoto per rendere onore al guerriero iraniano con una corona di alloro. Eravamo in quella Siria che lo ospitava orgogliosa da anni e che Soleimani difese temerariamente, e da dove, nelle ore precedenti, l’eroe sciita partì per trovare la morte a Baghdad. Ucciso in un attentato terroristico compiuto proprio da chi, mediaticamente, si erge a paladino dell’antiterrorismo ed esportatore di democrazia in tutto il mondo. Si, sono stati proprio gli americani ad uccidere vigliaccamente il martire Soleimani e, senza ritegno, ne hanno inizialmente rivendicato fieri il crimine, salvo poi glissare quando, ad eccezione di Israele, gran parte dell’opinione pubblica internazionale ha esternato il proprio disappunto per un simile atto di guerra contro uno Stato sovrano e uno dei suoi più grandi uomini politici e militari.

Probabilmente gli USA, anche in questa occasione, speravano in una dura risposta iraniana che però non è mai gunta, evitando coscientemente di innescare l’ennesimo casus belli a conduzione yankee. Forse intendevano invece colpire al cuore l’esercito iraniano e ostacolare la Siria nella sua lunga guerra contro l’ISIS e il terrorismo internazionale. Si, perché dovete sapere che Soleimani non era un eroe solo per l’Iran; anche per la Siria egli fu infatti un simbolo militare e spitituale che incarnava la guerra contro il Califfato e il terrorismo islamista. Protagonista di innumerevoli battaglie e vittorie, Qassem Soleimani ha inferto durissime perdite al nemico jihadista riconsegnando al popolo siriano intere regioni di una patria che sembrava ormai perduta. Si; forse era proprio questo a terrorizzare gli Stati Uniti e i loro alleati occidentali, sionisti, sauditi e islamisti. Forse era proprio quell’animo coraggioso, estremamente devoto e amorevole del generale persiano a spaventare più di ogni altra cosa la fabbrica di guerra americana. Soleimani non era corruttibile come i damerini di Washington o Bruxelles. Non era in vendita come i Talebani o i mercenari dell’Isis armati dallo Zio Sam. Soleimani, anche quel 3 gennaio 2020, sapeva che sarebbe potuto non tornare dal vecchio nemico Iraq, sapeva che qualche canaglia sempre in agguato avrebbe potuto venderlo al ricco nemico degli Arabi nel più infame dei tradimenti. Soleimani lo sapeva, si, e proprio per questo scrisse un lungo testamento che vi riporto qui: https://www.andreabonazza.info/2022/01/04/il-testamento-spirituale-e-politico-di-hajj-qassem-soleimani/
, forse per noi europei difficile da comprendere e vergognosamente facile da criticare, ma vi assicuro essere invece carico di amore e di fede, di determinazione e di quell’antica tradizione orientale, umile e ospitale, che nulla ha a che vedere con beceri luoghi comuni colmi di odio e ignoranza.
Onore al soldato che bacia le mani. Onore eterno a Qassem Soleimani.
Andrea Bonazza