5 Luglio 2022

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Cermis, da Cavalese ad Aviano, CasaPound ricorda le vittime della Nato

Anche quest’anno abbiamo ricordato le vittime della strage del Cermis, uno dei più stupidi e sanguinosi episodi del dopoguerra italiano. Ero un giovane militante di Fiamma Tricolore all’ora, il 3 febbraio 1998, quando due aerei da guerra americani decollati da Aviano, in Friuli, con un gioco idiota volando troppo bassi nella Val di Fiemme  tranciarono di netto i cavi della funivia del Cermis causando 20 morti. All’epoca, colmi di disgusto e di odio verso la prepotenza USA, dopo un rapido giro di telefonate ci trovammo alla nostra sezione bolzanina “Mikis Mantakas”, in viale Trieste per decidere il dafarsi. Privi di computer e di tecnologia oggi scontata, ideammo a pennarello dei volantini da fotocopiare e distribuire, a muso duro, per le vie di una Bolzano distante solo pochi chilometri da quella strage ma troppo distaccata da un argomento, l’occupazione americana della Nato, che a noi ragazzi ci divorava di consapevole rabbia. Soprattutto in quella drammatica giornata. Ieri, oggi e domani per sempre antiamericani!

Andrea Bonazza 

Da Cavalese ad Aviano, CasaPound ricorda le vittime del Cermis

Cavalese (Trento), 3 febbraio – Come ogni anno, CasaPound Italia ha voluto rendere omaggio alle vittime della strage del Cermis, la tragedia che si consumò nel 1998 quando un aereo militare statunitense, volando ad una quota ben più bassa del consentito, tranciando la funivia del Cermis, causò la morte dei passeggeri e del macchinista.

“Da Aviano al Cermis, ricordiamo le vittime degli USA”. È il testo dello striscione affisso vicino alla base USAF di Aviano in memoria della strage del 3 febbraio a cui è stata accompagnata una deposizione di un mazzo di fiori al cippo dedicato al cimitero di Cavalese in val di Fiemme.

“Gesti simbolici – dichiara in nota il movimento – per rinnovare la memoria di quelle vittime ancora senza giustizia. E la nostra promessa di rendere loro omaggio ogni anno, auspicando che mai più simili assurdi gesti possano costare una sola vita umana e che l’Italia tragga dal suo atteggiamento in quella triste vicenda il giusto insegnamento per saper essere non più colonia, ma Nazione”.

www.casapounditalia.org