25 Maggio 2022

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Tra Russia e Ucraina è in corso una nuova guerra fredda per l’energia

L’aumentare costante della tensione tra Russia e Ucraina sta gettando tutta Europa in nuove paure amplificate dal giornalismo mainstream. Nuovi scenari di una guerra ai confini d’Europa tornano a prospettarsi nei Tg e sui quotidiani nazionali, che per la prima volta si fanno largo tra le incessanti notizie su pandemia ed editoriali pro/no vax. Ma in tutta questa situazione, all’alba di ciò che potremo definire una nuova guerra fredda, quanto c’è effettivamente di vero? Qual’è il reale ruolo dell’Italia e dell’Europa tutta in un paventato scontro tra Oriente e Occidente? Quanto gli USA ancora una volta stanno influenzando le politiche di Mosca, Kiev e Bruxelles? Ma soprattutto; quanto incidono le risorse energetiche in questa partita geopolitica che si sta giocando tra il Donbass e Donetsk, e quanto dipende energeticamente l’Italia da entrambi gli schieramenti?

Ne parliamo oggi, mercoledì 16 febbraio alle ore18 sulla webradio http://www.radiobandieranera.org, dove intervisto gli esperti Eugenio Palazzini, vicedirettore de il Primato Nazionale, Lorenzo Berti, collaboratore de il Primato Nazionale per il focus sulla Russia, e Gian Piero Joime, docente universitario esperto di nucleare ed energie rinnovabili.

Ucraina, CasaPound: “Italia sia protagonista, evitare crisi energetica”

Il riacuirsi della crisi in Ucraina dovrebbe portare nuovamente a una riflessione sulla necessità di riformulare una politica energetica finalizzata a rendere autonomo il nostro paese. Lo spettro di una catastrofe energetica è reale e concreto. L’Italia non può fare a meno del gas russo e, di fronte al rischio sempre più concreto di un conflitto, è necessario chiedersi fino a quando vogliamo continuare a dipendere da altri paesi. La soluzione c’è ed è fondata su una politica di indipendenza energetica con al centro un programma nucleare. Per farlo, bisogna incarnare una nuova prospettiva, una nuova volontà. Il tergiversare del governo Draghi sulla possibilità di nuove sanzioni contro la Russia, che andrebbero a impattare negativamente sulla nostra economia e su quella dell’intera Europa, l’incapacità di salvaguardare le forniture di gas, tanto più in relazione al progetto del gasdotto Nord Stream, non sono più posizioni accettabili per una Nazione che deve tornare ad essere protagonista del palcoscenico mondiale. Bisogna riportare in primo piano quelli che sono i nostri interessi nazionali e quello energetico è di fondamentale importanza. Allo stesso modo, non possiamo continuare ad accettare un’Europa non in grado di porsi come protagonista attiva e terza via tra i due blocchi: È ora di smettere di farsi incantare sia dalle sirene dell’atlantismo che dal miraggio di Mosca come terza Roma: il centro è e rimane uno ed è italiano ed europeo. Riprendiamocelo.